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I femminicidi in Turchia

Qualcuno ha provato a uccidere l'aspirante cantante Mutlu Kaya. Solo nel 2014 sono morte 294 donne per mano di uomini in Turchia

Di Sabika Shah Povia
Pubblicato il 20 Mag. 2015 alle 19:03 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:50
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Immagine di copertina

Mutlu Kaya ha diciannove anni e un sogno: fare la cantante. Il suo percorso è però stato interrotto da una pallottola “punitiva” che le è arrivata dritta alla testa mentre provava alcune canzoni all’interno del suo salotto di casa, in vista della sua partecipazione al programma Sesi Çok Güzel, la versiona turca del noto show Got Talent.

Non è morta Mutlu, ma è ricoverata in condizioni critiche in un ospedale nella provincia conservatrice di Diyarbakir, nel sudest della Turchia. Durante le pre-selezioni per il programma, Mutlu si era presentata con addosso un vestito che lasciava scoperte le braccia intere. Qualcuno dice che è per questo che le hanno sparato.

Sembra esagerato, eppure in un’intervista alla Bbc l’avvocato femminista Hulya Gulbahar spiega che a volte le donne in Turchia vengono uccise per aver messo troppo sale nel cibo, per aver risposto ad una telefonata troppo tardi, per aver indossato i leggings, per aver cercato un lavoro o per essersi fatte un tatuaggio.

Qui sotto la performance di Mutlu Kaya al programma Sesi Çok Güzel


Nel 2014 sarebbero state uccise per mano di uomini 294 donne nel Paese, il 47 per cento delle quali per aver voluto prendere decisioni in modo autonomo.

In Turchia il femminicidio è spesso sinonimo di “delitto d’onore” e troppo frequentemente le autorità, principalmente uomini, sono comprensive nei confronti dei perpetuatori di tali crimini. A volte i genitori delle vittime non si presentano nemmeno per riconoscere i cadaveri delle proprie figlie, a causa di un qualche senso di vergogna. Altre volte sono le famiglie stesse a commettere gli omicidi o a esserne i mandanti.

Fino a poco tempo fa, erano i figli più piccoli a dover commettere l’omicidio, visto che le pene per loro erano meno severe. Adesso la legge prevede l’ergastolo per tutti e non differenzia più in base all’età.

“La Turchia ha eseguito delle riforme esemplari per quanto riguarda i diritti delle donne. Ma la polizia, i pubblici ministeri, i giudici e gli assistenti sociali devono aiutare a rendere il sistema esemplare anche in pratica, non solo su carta,” si legge in un recente rapporto di Human Rights Watch.

Solo quest’anno sono già state uccise 91 donne nel Paese. La coraggiosa Mutlu è riuscita a salvarsi per ora. La ragazza aveva ricevuto minacce nei mesi scorsi da parte dei membri della tribù di appartenenza del padre e dal compagno, che non volevano partecipasse alla trasmissione televisiva.

Le organizzazioni per la tutela dei diritti delle donne lottano da anni per aumentare la consapevolezza circa la violenza sulle donne nel Paese, aumentata del 1.400 per cento tra il 2003 e il 2010, da quando è salito al potere il partito islamico-conservatore guidato dal presidente in carica Recep Tayyip Erdogan.

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