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Hong Kong ordina ai propri funzionari di non parlare a diplomatici Usa

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 29 Set. 2020 alle 14:01
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I funzionari di Hong Kong hanno ricevuto l’ordine di non incontrare o parlare per telefono con i diplomatici del consolato statunitense nella città senza avere ricevuto l’autorizzazione a farlo. Lo riferisce il South China Morning Post, che cita nuove istruzioni impartite a voce la settimana scorsa, in base alle quali tutti i dipendenti pubblici di Hong Kong non devono accettare inviti per ricevimenti o seminari organizzati dal consolato Usa senza previa autorizzazione. Ogni invito ricevuto dai diplomatici statunitensi deve essere riferito, e le richieste verranno gestite caso per caso.

Le prime restrizioni erano arrivate già due settimane fa, quando la Cina aveva deciso di imporre “limitazioni reciproche” a tutti i diplomatici americani nel Paese e a Hong Kong in risposta alla stretta varata contro l’attività del suo personale di ambasciata e consolati negli Stati Uniti. Il ministero degli Esteri di Hong Kong ha precisato che lo scopo era “sollecitare gli Usa ad abrogare le decisioni sbagliate il prima possibile”. La parte cinese aveva recentemente inviato una nota diplomatica in cui annunciava restrizioni reciproche ad ambasciata e consolati statunitensi, incluso il consolato generale di Hong Kong.

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Adesso le restrizioni si fanno ancora più ferree: “I funzionari dovrebbero solo dire ‘non posso parlare con te’ e chiudere la conversazione quando ricevono chiamate dal personale del Consolato Generale statunitense”, ha dichiarato un funzionario dell’amministrazione di Hong Kong citato in forma anonima dal quotidiano. Le istruzioni di non avere incontri con i diplomatici Usa, ha aggiunto, sono arrivate da “un livello più alto di quello di capo esecutivo”, la carica della leader di Hong Kong, Carrie Lam.

Le nuove restrizioni sugli incontri tra funzionari di Hong Kong e diplomatici Usa riguarderebbero, più in generale, anche i rappresentanti dei partiti politici della città, come accaduto a Felix Chung Kwok-pan, leader del Partito Liberale, che avrebbe ricevuto istruzioni dall’ufficio del ministero degli Esteri cinese nella città di non incontrare il console generale statunitense a Hong perché la tempistica dell’incontro sarebbe stata “non appropriata”.

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