Hong Kong, l’attivista Nathan Law: “Temo per la mia vita, l’Italia ci difenda prima che sia tardi” | VIDEO

Di Anna Ditta
Pubblicato il 25 Ago. 2020 alle 15:03
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“Le democrazie occidentali e l’Italia devono prendere posizione per difendere i valori democratici prima che sia troppo tardi”. L’attivista di Hong Kong Nathan Law, ex leader studentesco del movimento Demosistō, ha rivolto un appello al ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio poche ore prima dell’incontro con il suo omologo cinese Wang Yi.

“Chiediamo a Di Maio di porre al suo omologo le questioni che riguardano i diritti umani, non solo a Hong Kong ma anche nello Xinjiang e nel Tibet“, ha detto Nathan Law, parlando ai giornalisti davanti la Farnesina questa mattina. Law ha avvertito anche contro “la natura espansionista autorità della Cina attraverso le sue infrastrutture tra cui Huawei” e ha invitato il governo italiano a “essere più deciso e incisivo nella sua reazione a Pechino”.

Il dissidente ha lasciato Hong Kong lo scorso 1 luglio, rifugiandosi nel Regno Unito, ed è considerato un fuorilegge dalla Cina a causa della presunta violazione della legge sulla sicurezza nazionale. Rispondendo a una domanda di TPI, Law ha detto di temere ancora per la propria vita, ma – ha aggiunto – “penso che le democrazie occidentali abbiano forti strumenti per proteggermi”.

Insieme all’attivista, erano presenti sul posto il senatore di Forza Italia Lucio Malan, co-presidente dell’Alleanza Inter-Parlamentare sulla Cina (IPAC) e Laura Harth del Partito Radicale, in qualità di coordinatore regionale IPAC. Con loro anche il deputato di Fratelli D’Italia Federico Mollicone e l’ambasciatore ed ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata.

Malan e Mollicone hanno inviato al ministro Luigi Di Maio una lettera in cui hanno sottolineato la necessità, da parte dell’Italia, di farsi garante degli accordi internazionali sui diritti umani, inclusa la Dichiarazione Congiunta Sino-Britannica del 1984 che garantisce la libertà dei cittadini di Hong Kong. Hanno chiesto quindi a Di Maio di esprimere con fermezza e pubblicamente tale presa di posizione dinanzi al ministro Wang.

A firmare la lettera anche i senatori Roberto Rampi, Alessandro Alfieri, Adolfo Urso, Monica Cirinnà, Valeria Fedeli e i deputati Alex Bazzaro, Matteo Luigi Bianchi, Lia Quartapelle Procopio, Fabio Rampelli, Andrea Romano, Eugenio Zoffili, Roberto Giachetti, Alessandro Giglio Vigna, Enrico Borghi, Andrea Delmastro Delle Vedove e Paolo Formentini.

Il ministro degli Esteri e Consigliere di Stato cinese, Wang Yi, sta tenendo in questi giorni un tour europeo che durerà fino al primo settembre. Si tratta del suo primo viaggio al di fuori dalla Cina da quando si è diffusa l’epidemia di Covid-19. Dopo l’Italia, le altre tappe sono Paesi Bassi, Norvegia, Francia e Germania.

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