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Un giudice ha riaperto il caso di un massacro avvenuto trentacinque anni fa a El Salvador

Fu una delle peggiori stragi avvenute durante la guerra scoppiata nel 1980. Il sospetto ricadde su un gruppo di militari, ma una legge controversa li aveva protetti

Di TPI
Pubblicato il 2 Ott. 2016 alle 17:54 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 11:09
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Immagine di copertina

Un giudice salvadoregno ha annunciato la riapertura del caso di un massacro avvenuto nel 1981 nella città di El Mozote. Nella strage compiuta dai soldati dell’esercito d’elite durante la guerra civile che all’epoca coinvolse la nazione centroamericana, morirono migliaia di persone soprattutto donne e bambini. Venne considerata la peggior atrocità mai commessa nel paese, dal periodo della guerra civile in poi. 

Dopo l’annuncio, gli attivisti sperano che la riapertura del caso possa finalmente punire i responsabili dinanzi a un tribunale competente. 

La strage avvenne tre decenni fa nella città nord orientale di El Mozote, in El Salvador, presumibilmente per mano di un’unità d’elite dell’esercito. In quel contesto morirono dalle 900 alle 1200 persone, per lo più donne e bambini. 

La decisione del giudice Jorge Alberto Guzman di riaprire la questione segna un traguardo importante, dopo che una legge volta a proteggere i militari impegnati all’epoca nel conflitto è stata dichiarata incostituzionale nel mese di luglio. In trent’anni, nessun tribunale aveva condannato i responsabili per crimini di guerra. 

“La riapertura del caso è una porta aperta per avere giustizia, che è stata negata per tanti anni alle vittime di crimini contro l’umanità in El Salvador”, ha dichiarato l’avvocato Ovidio Gonzalez a Reuters. 

La riapertura del caso segue una serie di denunce formali da parte di gruppi per i diritti umani locali e le famiglie delle vittime che chiedono giustizia per i morti di El Mozote. 

“Queste persone vogliono ottenere un resoconto veritiero di ciò che è accaduto e i fatti che hanno portato a questo massacro e, soprattutto, chi lo ha compiuto”, ha affermato Gonzalez. 

“Non vogliono cercare punizioni ma vogliono trovare i responsabili e consegnarli alla giustizia”. 

Tuttavia, la prima udienza pubblica non è prevista in tempi brevi. 

Le famiglie delle vittime avevano fatto pressione per ottenere delle prove già nel 1990, ma il caso non venne mai preso in considerazione a livello locale. Nel 2010, la commissione per i Diritti umani dell’Organizzazione degli Stati americani ha fatto sì che la legge di amnistia che proteggeva i responsabili venisse abrogata. 

La guerra civile coinvolse la nazione tra il 1980 e il 1992, lasciando sul terreno 75mile vite umane e circa 8mila persone scomparse. Nel 1992 le Nazioni Unite istituirono una commissione d’inchiesta, la quale pubblicò un rapporto nel quale dichiarò che il massacro di El Mozote era stato uno dei peggiori crimini di guerra perpetrati durante il conflitto. 

Il governo di El Salvador negò per anni il massacro, ma nel 2012 l’allora presidente Mauricio Funes riconobbe il ruolo dello stato in quel contesto e si scusò con le famiglie delle vittime.

(Un gruppo di antropologi forensi riporta alla luce alcuni resti umani appartenenti alle vittime del massacro di El Mozote. Credit: Reuters)

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