Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Chi è il “terzo Papa” che tiene davvero le fila del Vaticano dietro Bergoglio e Ratzinger

Immagine di copertina

Monsignor Carlo Maria Viganò indica Georg Gänswein, segretario di Benedetto XVI, come uomo in grado di esercitare un "controllo" sul Papa emerito

C’è chi lo definisce “il terzo Papa” per la sua enorme influenza all’interno del mondo cattolico e per la sua innata capacità di destreggiarsi come acrobata tra Papa Bergoglio e il Papa Emerito Ratzinger: è monsignor Georg Gänswein, il cui nome è balzato sempre più di frequente agli onori della cronaca.

Monsignor Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e segretario particolare del Papa emerito, ha rilasciato alle agenzie Kna e Ansa una dichiarazione in merito al libro sul celibato uscito in Francia con le firme di Benedetto XVI e del cardinale Robert Sarah e divenuto poi oggetto di contesa tra Ratzinger e il cardinale Sarah.

“Posso confermare che questa mattina, su indicazione del Papa emerito, ho chiesto al Cardinale Robert Sarah di contattare gli editori del libro pregandoli di togliere il nome di Benedetto XVI come co-autore del libro stesso, e di togliere la sua firma anche dall’introduzione e dalle conclusioni”.

Sulla sua figura si è espresso Carlo Maria Viganò, arcivescovo e già nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America, che nel suo intervento pubblicato su La Verità, ricostruisce mediante delle testimonianze dirette il rapporto che intercorre tra l’uomo che ha rinunciato al soglio di Pietro e il consacrato che gli è più vicino.

Una serie di episodi del recente passato che, prendendo per buono quanto raccontato dall’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, dimostrano come Monsignor Georg Gänswein, che Ratzinger ha elevato a vescovo nelle fasi finali del suo pontificato, eserciti la funzione di “filtro”: “Monsignor Harvey – ha raccontato Viganò, facendo riferimento ad una domanda di udienza – mi rispose con le seguenti parole: “Gänswein mi ha detto: “Monsignor Viganò è l’ ultima persona che può avvicinare Papa Benedetto!”. Aggiunse poi che all’ inizio del pontificato, Benedetto XVI, indicandogli con l’ indice Gänswein, esclamò: “Gestapo!Gestapo!”.

Ma c’è di più. Secondo Viganò, monsignor Georg Gänswein in questi anni è riuscito ad esercitare un controllo sistemico nei confronti del sommo Pontefice Benedetto XVI, fin dall’inizio del suo pontificato. “Gänswein filtrava abitualmente le informazioni, arrogandosi il diritto di giudicare lui stesso quanto fosse opportuno o meno far pervenire al Santo Padre”.

Poi c’è la vicenda della segretaria di Benedetto XVI, Ingrid Stampa, che secondo Viganò sarebbe stata “allontanata” dall’ecclesiastico tedesco. Ricostruzioni, quindi, che lasciano supporre come Georg Gänswein abbia la facoltà di pronunciare l’ultima parola su alcuni apsetti riguardanti la vita pubblica e privata di Benedetto XVI.

Un racconto curioso è quello che risale al 2015, quando, in un’intervista pubblicata su “Oggi”, monsignor Georg Gaenswein raccontava la sua vita con due Papi.

Nell’intervista concessa al settimanale “Oggi”, monsignor Gänswein raccontava dettagli inediti sulla vita in Vaticano di ratzinger e Bergoglio. Soffermandosi anche sulle lettere d’amore che continua a ricevere da misteriose spasimanti.

Alla domanda su come sia il Papa visto da vicino, Georg Gänswein rispondeva: “La percezione personale e la percezione mediatica coincidono. Papa Francesco è una persona autentica: è come appare a chi lo guarda da lontano o in tv… Mi sorprende la sua capacità di lavoro: ha sempre tanti appuntamenti, udienze private e generali, incontri personali. E, a 78 anni, affronta tutto con una forza straordinaria”.

Un uomo che all’epoca sembrava molto vicino a Papa Bergoglio anche su temi come le riforme: “Certo, c’è chi magari non ha la sua stessa visione, ma non si può dire che Papa Francesco sia ostacolato o contrastato. La sfida della Chiesa missionaria rappresenta il filo conduttore del suo pontificato. Sulle questioni economiche e finanziarie e sulla riforma della Curia si sta lavorando, ma ci vuole pazienza e tempo. Una grande nave non può cambiare rotta in poco tempo, non è un piccolo battello”.

Leggi anche:
Papa Francesco strattonato da una fedele: lui stizzito le dà un buffetto sulla mano | VIDEO
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan