Una sostanza nei funghi allucinogeni può alleviare la depressione nei malati di cancro

Due studi mostrano che una singola dose di un principio attivo può portare benefici per almeno sei mesi all'umore delle persone ammalate

Di TPI
Pubblicato il 2 Dic. 2016 alle 11:20 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:20
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Due nuovi studi condotti negli Stati Uniti mostrano che una singola dose di psilocibina, il principio attivo contenuto nei funghi allucinogeni può alleviare per almeno sei mesi l’ansia e la depressione delle persone malate di cancro in fase avanzata. I risultati delle ricerche sono stati pubblicati sulla rivista statunitense Journal of Psychopharmacology.

Il primo studio, che ha coinvolto 29 pazienti, è stato condotto al NYU Langone Medical Center, mentre il secondo è stato portato avanti dalla Johns Hopkins University su 51 persone. I ricercatori coinvolti nel progetto hanno riferito che l’esito degli studi è eccezionale e chiedono che ulteriori studi approfondiscano la questione.

I risultati dei due studi sono simili. In entrambi, circa l’80 per cento dei pazienti attribuisce un miglioramento moderato o rilevante al proprio benessere grazie all’assunzione della psilocibina, accompagnata da un’adeguata terapia psicologica.

“Si tratta di una scoperta senza precedenti”, ha detto il dottor Stephen Ross, specializzato in psichiatria delle dipendenze, che ha guidato lo studio al NYU Langone Medical Center. Ross ha spiegato che la sostanza contenuta nei funghi attiva un sottotipo di recettore di serotonina (l’ormone dell’umore) nel cervello, provocando uno stato di alterazione della coscienza, che alcuni hanno descritto come “spirituale” o “mistico”.

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Il professor Roland Griffiths, del dipartimento di psichiatria e neuroscienze alla Johns Hopkins University, ha detto che i risultati delle scoperte lo hanno sorpreso. All’inizio non credeva che questa droga potesse produrre cambiamenti durevoli nel tempo.

“Queste persone affrontano le questioni esistenziali più profonde che gli esseri umani possano trovarsi di fronte, come la natura della vita e della morte e il significato dell’esistenza”, ha detto Griffiths. “Ma a dispetto della loro vulnerabilità e dell’abbattimento dell’umore che la malattia e il pensiero della morte comportano, i partecipanti hanno provato lo stesso tipo di esperienze, profondamente significative dal punto di vista spirituale, che producono un effetto positivo e duraturo nella loro vita, nell’umore e nel comportamento”.

Tra il 40 e il 50 per cento dei pazienti che ricevono una diagnosi di cancro soffrono di depressione e ansia. Talvolta ricorrono agli antidepressivi, che hanno un effetto limitato.

L’effetto dei funghi allucinogeni nel campo della psichiatria è oggetto di interesse dagli anni Cinquanta. A partire dagli ultimi quattro decenni, gli esperimenti hanno incontrato crescenti barriere legali ed economiche, con l’introduzione negli Stati Uniti di tutte le sostanze psichedeliche tra le droghe di tipo 1, quelle ad alto rischio di abuso.

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