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Home » Esteri

Nei film Disney i personaggi maschili parlano sempre di più di quelli femminili

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Anche nei film in cui le protagoniste sono donne, come Mulan o Pocahontas, gli uomini monopolizzano i dialoghi

Dopo le polemiche innescate dalla constatazione che il mondo di Hollywood è dominato da uomini bianchi, la Polygraph, una pubblicazione online, ha pensato di mettere sotto la lente d’ingrandimento i film della Disney ed estrarre dei dati utili a capire se il divario di genere emerga anche nei film per ragazzi più popolari.

Quello che hanno fatto è stato prendere 30 film Disney, incluse produzioni Disney Pixar, e analizzarne i dialoghi per verificare quanto spazio è concesso ai personaggi maschili e quanto a quelli femminili.

I risultati sono sorprendenti – o forse no. Oltre i due terzi dei film sono dominati dagli uomini, inclusi quelli con protagoniste femminili come Mulan (1998) o Pocahontas (1995).

Polygraph ha calcolato che Mushu, il piccolo drago protettore spalla della protagonista, ha il 50 per cento di parole in più della stessa Mulan.

I film più “maschilisti” – con oltre il 90 per cento dei dialoghi maschili – sono, nell’ordine: Il libro della giungla (1967), Monsters & co. (2001), Up (2009), Toy Story (1995), Bianca e Bernie nella terra dei canguri (1990) e Aladdin (1992).

Quattro film riesco a raggiungere un sostanziale equilibrio, con uno scarto del 10 per cento, e sono: Frozen (2013), Gli Incredibili (2004), Into the Woods (2014) e Tarzan (1999).

Altri quattro concedono più spazio ai dialoghi femminili che a qualli maschili: Inside out (2015), Alice in Wonderland (2010), Maleficent (2014) e La bella addormentata (1959).

Lo studio della Polygraph non si è limitato ai film Disney, ma ha analizzato circa duemila pellicole misurando, appunto, le “quote” di dialoghi assegnate ai principali personaggi maschili e femminili.

Il risultato complessivo è che solo il 22 per cento dei film esaminati conferisce il ruolo più importante, ovvero la quota maggiore di dialoghi, a un personaggio femminile.

Leggi anche: L’industria di Hollywood è ancora il regno degli uomini

—Leggi anche: Gli Oscar sono razzisti?

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