Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:47
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

L’Europol mette in guardia su possibili attacchi autobomba dell’Isis

Immagine di copertina

A essere minacciate sono le nazioni che fanno parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatte contro l’Isis in Iraq e in Siria

L’Europol ha messo in guardia su possibili attacchi dei miliziani del sedicente Stato islamico in Europa, una volta che l’Isis sarà sconfitto in Medio Oriente.

Secondo un rapporto rilasciato venerdì 2 dicembre dalla polizia europea, nei prossimi mesi un numero sempre maggiore di foreign fighters cercherà di tornare nel continente e alcuni saranno in grado di colpire con attentati.

Le tattiche possibili degli estremisti includono non solo autobombe, ma anche rapimenti per autofinanziarsi. Secondo il rapporto non sono probabili attacchi a infrastrutture critiche, come le centrali nucleari.

Il documento mette in guardia sulla possibilità che alcuni dei rifugiati siriani in Europa possano essere radicalizzati e reclutati nelle file dell’Isis.

La minaccia può arrivare da cellule organizzate dirette dai leader dell’Isis e da lupi solitari, che agiscono con armi rudimentali come coltelli o automobili.

La polizia europea è preoccupata che l’Isis riesca a esportare le tecniche utilizzate in Siria, con l’utilizzo di autobombe contro obiettivi facilmente attaccabili.

“Gli attacchi degli ultimi due anni in Francia e in Belgio mostrano come gli estremisti che agiscono nel nome dell’Isis siano in grado di mettere a segno attacchi complessi”, mette in guardia il rapporto.

A essere minacciate sono le nazioni che fanno parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatte contro il sedicente Stato islamico in Iraq e Siria.

Secondo l’Europol la Libia potrebbe diventare un nuovo trampolino per l’Isis dopo la Siria per lanciare attacchi nell’Unione europea e nel nordafrica.

Nel 2015, riferisce il rapporto, grazie soprattutto alla cooperazione tra le polizie nazionali in Europa, sono stati arrestati 667 sospetti per attività jihadiste.

“L’attenzione deve essere alta. La minaccia terroristica potrà essere affrontata solo aumentando la collaborazione tra i vari paesi europei”, ha concluso il direttore di Europol Rob Wainwright.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Esteri / Il testo integrale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran: ecco i 14 punti dell’accordo pubblicati dalla Cnn
Esteri / Il Regno Unito vieta i social ai minori di 16 anni
Ti potrebbe interessare
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Esteri / Il testo integrale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran: ecco i 14 punti dell’accordo pubblicati dalla Cnn
Esteri / Il Regno Unito vieta i social ai minori di 16 anni
Esteri / “Vivono in uno stato di paura costante”: l’Unhcr racconta a TPI il dramma degli sfollati in Libano
Esteri / Stati Uniti e Iran annunciano un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz
Esteri / Il filosofo Lorenzo Marsili a TPI: “Usa e Cina trattano da pari. L’Europa è sul menu”
Esteri / Il paradosso di Leone: se il primo Papa americano si oppone allo strapotere delle Big Tech
Esteri / Droni, IA, sensori, satelliti e armi autonome: l’arte della guerra algoritmica
Esteri / Guerra in Iran, Trump annuncia l’accordo con Teheran: “Abbiamo vinto senza Ue”. Axios: “La firma forse a Ginevra”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale