Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:55
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

“Etiopia: una nuova alba per la libertà di stampa?”, il documentario di Margherita Cargasacchi

Immagine di copertina
Credit: EPA/SOLAN KOLLI

La giornalista italiana con il suo documentario, online sulla piattaforma della Ong londinese International Observatory of Human Rights IOHR TV, testimonia la persecuzione di giornalisti e gli ostacoli di oggi nel Paese

A che punto è la libertà di stampa in Etiopia?

Per molti anni l’Etiopia si è classificata tra gli ultimi posti nell’Indice Globale sulla Libertà di Stampa di ‘Reporter Senza Frontiere’, RSF. Quest’anno, grazie alle riforme democratiche emanate dal nuovo governo sotto la guida del Primo Ministro Abiy Ahmed, a cui è stato assegnato il Nobel per la Pace 2019, il Paese ha guadagnato 40 posizioni, classificandosi ora al 110esimo posto.

Ad approfondire il tema la giornalista italiana Margherita Cargasacchi che con il suo documentario Etiopia: Una Nuova Alba per la Libertà di Stampa?, online sulla piattaforma della Ong londinese International Observatory of Human Rights IOHR TV, testimonia la persecuzione di giornalisti e gli ostacoli di oggi nel Paese.

La produzione racconta decenni di persecuzione del giornalismo indipendente in Etiopia attraverso la voce di giornalisti, professori ed ex prigionieri politici, ma anche il recente e inaspettato progresso sotto la guida del Primo Ministro Abiy Ahmed.

Tra le principali voci del cortometraggio, il giornalista novantenne Yacob Wolde-Mariam, il blogger Befekadu Hailu, torturato nel centro di detenzione di Maekelawi e il giornalista Woubshet Taye, imprigionato per circa sette anni.

“Si tratta di una tematica attuale che merita attenzione – spiega la producer Margherita Cargasacchi – Il prossimo anno si terranno le elezioni in Etiopia e già ora, la situazione per i giornalisti è cambiata ancora rispetto al progresso raggiunto con Abiy Ahmed. L’anno scorso hanno perso la vita circa 95 giornalisti nel mondo, secondo l’International Federation of Journalists e quest’anno, almeno 236 si trovano in carcere. Stiamo assistendo a forti attacchi alla stampa anche in sistemi democratici, come l’Italia e gli Stati Uniti”.

Dall’insediamento del nuovo governo, nell’aprile del 2017, Abiy Ahmed ha scarcerato giornalisti imprigionati dai regimi precedenti, sbloccato 264 siti e blog un tempo proibiti e permesso a emittenti televisive prima considerate “terroristiche”, come Oromia Media Network e ESAT, di operare nel Paese.

Il documentario indaga anche sulle problematiche e sulle nuove sfide, tra cui la riforma della legge anti- terrorismo usata finora dai regimi per condannare i giornalisti critici del governo. Da giugno 2019, proprio a causa di questa legge ancora attiva, si sono verificati altri arresti di giornalisti in Etiopia: ora sono almeno 6 i reporter in prigione.

“Etiopia: Una Nuova Alba per la Libertà di Stampa?”, il documentario di Margherita Cargasacchi

Leggi anche: 
Come è cambiata l’Etiopia con il premio Nobel per la Pace Abiy Ahmed (di Andrea Lanzetta)
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Esteri / Trump è il presidente statunitense che ha autorizzato più interventi militari dal 2000 a oggi
Esteri / Almeno 1.230 morti in Iran dal 28 febbraio, oltre 100 in Libano e quasi 30 nella regione. Usa e Israele continuano i raid. Teheran contrattacca in Qatar, Bahrein, Kuwait, Iraq ed Emirati. Colpito un aeroporto in Azerbaigian. Tel Aviv ordina l’evacuazione di 4 quartieri alla periferia di Beirut. Smotrich: "Assomiglierà a Khan Younis". Aoun chiede aiuto a Macron. Meloni annuncia “aiuti ai Paesi del Golfo”. Crosetto: “Invieremo mezzi navali a Cipro"
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.