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Elezioni politiche in Tunisia 2019: si elegge il secondo Parlamento dopo la rivolta del 2011

Immagine di copertina
Elezioni in Tunisia nel 2019. Credit: AFP

Ecco tutte le principali informazioni sul voto. Si teme la bassa affluenza

Elezioni in Tunisia 2019: si elegge il Parlamento

Oggi, domenica 6 ottobre 2019, in Tunisia si svolgono elezioni politiche. Il Paese è chiamato al voto per eleggere il secondo Parlamento dopo la rivolta dei Gelsomini che ha portato alla caduta nel 2011 dell’ex regime di Zine El-Abidine Ben Ali, scomparso lo scorso 19 settembre nel suo esilio saudita a Gedda.

Sono chiamati alle urne oltre 7 milioni di tunisini. Stando ai dati dell’Alta Commissione elettorale indipendente sono oltre 15mila i candidati che concorrono in 33 circoscrizioni elettorali per complessivi 217 seggi del parlamento. Le liste sono invece 1.592 e di esse 642 “indipendenti”, 200 di più rispetto alle elezioni del 2014.

I 217 parlamentari vengono eletti con un sistema proporzionale a liste bloccate e senza sbarramento: 199 vengono scelti dai residenti in Tunisia e 18 dai tunisini all’estero.

I partiti che si sfidano in tutte le circoscrizioni sono dieci. Il maggiore dovrebbe rimanere ‘Ennahda’, il movimento islamico che fa parte della coalizione a sostegno dell’attuale governo e che nel Parlamento conta 68 deputati.

A seguire potrebbero esserci il movimento ‘Viva la Tunisia’ guidato dall’attuale premier Yussuf el Shaahed, che conta su 43 deputati. Altre formazioni sono: ‘Appello Tunisia’, con 26 deputati, la ‘Corrente Democratica’, movimento di centrodestra con 3 deputati, il movimento nazionalista ‘Il Popolo’, e il liberale ‘Orizzonti Tunisia’. Infine il partito ‘Il Cuore della Tunisia’, fondato di recente dall’uomo d’affari Nabil Karoui.

Va comunque ricordato che in Tunisia i sondaggi sono ammessi solo fino a due mesi prima del voto.

Il rinnovo del Parlamento, che consentirà la formazione del nuovo governo presenta un quadro politico estremamente modificato rispetto alla precedente consultazione. Vi sarà sicuramente una notevole frammentazione dopo la nascita di nuovi partiti e la spaccatura del fronte laico.

Domenica 13 ottobre il secondo turno delle presidenziali

Ma quello di oggi non è l’unico appuntamento elettorale decisivo per il futuro della Tunisia: domenica prossima, 13 ottobre, dopo le elezioni politiche ci sarà il ballottaggio delle presidenziali tra i due candidati che al primo turno del 15 settembre hanno ottenuto più voti.

Nabil Karoui, che al primo turno ha conquistato il 15,6 per cento delle preferenze, in carcere dal 23 agosto scorso con l’accusa di riciclaggio ed evasione fiscale, sfiderà Kaies Saied, giurista indipendente che ha ottenuto oltre il 18 per cento dei consensi.

Quella delle elezioni presidenziali in Tunisia è una sfida (qui tutti i candidati del primo turno) che si svolge in un clima di grande incertezza. Nabil Karoui è in carcere in detenzione preventiva dal 23 agosto scorso con l’accusa di riciclaggio ed evasione fiscale e quindi non ha partecipato in prima persona ai comizi. Kais Saied è un docente universitario conservatore e personalità molto discreta.

L’accavallamento tra elezioni politiche e presidenziali è stato causato dalla morte dell’ex presidente Mohamed Beji Caid.

Il nodo affluenza alle elezioni in Tunisia 2019

Il doppio appuntamento elettorale ha sollevato molti interrogativi sull’affluenza alle urne e sulla possibilità degli elettori tunisini di seguire nel modo migliore la campagna elettorale. Ci sono timori di una bassa partecipazione.

Il presidente della Repubblica tunisina, Mohamed Ennaceur, in un discorso in tv ha lanciato un appello ai connazionali perché si rechino in massa a votare. Al primo turno delle presidenziali l’affluenza era stata del 45 per cento. “L’opinione pubblica nazionale e internazionale segue con interesse le elezioni tunisine considerata la loro importanza e il ruolo decisivo per la Tunisia nei prossimi cinque anni,” ha detto Ennaceur.

Il presidente ha aggiunto che se il primo turno delle presidenziali del 15 settembre, si è svolto in buone condizioni, per il ballottaggio non si può dire la stessa cosa, considerato che uno dei candidati, Nabil Karoui, è ancora in custodia cautelare preventiva. “E’ una situazione anormale che potrebbe avere ripercussioni gravi e pericolose sul processo elettorale”, ha dichiarato.

Anche l’Onu ha invitato ad elezioni pacifiche e trasparenti. Il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite in un comunicato ha fatto sapere: “Seguiamo da vicino il processo elettorale in atto in Tunisia, ci complimentiamo per il successo dello svolgimento del primo turno delle elezioni presidenziali del 15 settembre, ma facciamo appello affinché le elezioni per il rinnovo del parlamento del 6 ottobre e quelle per il secondo turno delle presidenziali siano pacifiche e trasparenti”.

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