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Home » Esteri

Grecia, gli effetti della crisi sulla prostituzione: “I clienti pagano sempre meno e non danno più mance”

Immagine di copertina
Credit: Getty Images

La crisi economica e quella migratoria hanno interessato anche il mercato del sesso, costringendo sempre più donne a svendere il proprio corpo a prezzi sempre più bassi

La crisi economica che ha colpito la Grecia fin dal 2008 ha interessato anche un settore a cui difficilmente si penserebbe: la prostituzione.

Il collasso dell’economia ellenica e l’aumento del numero di migrati che hanno raggiunto il paese ha influito negativamente sul tessuto sociale della Grecia, costringendo molte donne a ricorrere alla prostituzione.

Il crollo dei prezzi – Il sesso a pagamento, però, ha smesso di essere un settore remunerativo come lo era prima della crisi. I “prezzi” infatti sono crollati, danneggiando ulteriormente chi è stata costretta a vendere il proprio corpo per sopravvivere.

In Grecia, la prostituzione è legale nei bordelli registrati, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di locali che non sono a norma di legge.

La prostituzione in strada è invece illegale, ma è comune vedere donne che si prostituiscono abitualmente agli angoli delle strade.

La maggior parte delle donne decidono di prostituirsi per poter sopravvivere, non avendo trovato altra soluzione per far fronte alla crisi, ma altre sono vittime di  traffico di essere umani e sono costrette a vendere il loro corpo.

I cambiamenti – “La prostituzione è aumentata e cambiata, soprattutto se si analizza il contesto politico, economico e culturale attuale”, ha affermato Grigoris Lazos, professore di criminologia presso l’Università Panteion di Atene.

Il professor Lazos ha passato gli ultimi sei anni a studiare come le due crisi che hanno interessato maggiormente il paese, ossia quella migratoria e quella economica, hanno cambiato la prostituzione ad Atene.

Secondo gli studi del professore, il numero di prostitute nella sola Atene è aumentata del 7 per cento dal 2012, ma i prezzi sono diminuiti drasticamente, sia per le donne che lavorano nelle strade che quelle che si trovano nei bordelli.

La testimonianza – Una donna, intervistata da New York Times, ha raccontato che fa pagare 10 euro per 10 minuti ai suoi clienti e che le è permesso tenere la metà di quanto guadagna.

“Qualche anno fa, davano la mancia”, ha raccontato una donna. “Ti davano 20 o 50 euro, anche 100 euro se erano contenti. Ora, niente più mance”.

Con la crisi greca, anche la clientela è cambiata: adesso i clienti sono in gran parte migranti, la maggior parte dei quali vivono negli appartamenti sopra i bordelli, nelle zone più povere delle capitale greca.

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