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Un’altra donna stuprata e impalata in Argentina

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È il secondo caso del genere nel paese sudamericano, dopo quello di Lucia Perez, 16 anni, anche lei morta per un arresto cardiaco dovuto alle violenze subite

Né le denunce costanti da parte delle organizzazioni femministe né le manifestazioni e concentrazioni contro la violenza sulle donne sono riuscite a diminuire il numero di aggressioni sessuali in Argentina. L’ultimo caso si è verificato nella provincia di Misiones, la notte di sabato 17 dicembre, dove una donna è morta dopo aver subito una brutale aggressione sessuale ed essere stata impalata con il ramo di un albero.

La donna, un’argentina di 47 anni di nome Irma Ferreyra da Rocha, è stata trovata ancora in vita, seppur gravemente ferita, in uno spiazzo nella località di Garupà, vicino a Posadas. Nonostante i tentativi d’intervento da parte dei medici, la donna è morta per arresto cardiaco.

Secondo quanto dichiarato da una delle figlie, la donna era uscita la sera per andare a ballare in discoteca, con un uomo noto con il soprannome di “El Porteño”. Dopo il violento stupro e le percosse, è stata impalata e abbandonata nel piazzale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Misiones Online, la polizia ha arrestato Alejandro Esteche, 27 anni, proprio l’uomo con cui era uscita Ferreyra da Rocha, sospettato di aver compiuto l’aggressione.

Si tratta del secondo caso di donna impalata in Argentina, da ottobre 2016, quando Lucia Perez, una giovane di sedici anni fu brutalmente violentata e impalata da dei presunti spacciatori, che dopo averla drogata e abusato del suo corpo l’hanno lasciata morente nei pressi di un ospedale, nella località di Mar del Plata. Secondo la Casa del Encuentro, nel 2015 ci sono stati 286 casi di femminicidio nel paese sudamericano.

In Argentina, ogni trenta ore una donna muore a causa di violenze. Le campagne di sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne e le manifestazioni sulla rete argentina di diverse associazioni femministe caratterizzate dall’hashtag #NiUnaMenos si sono diffuse in molti altri paesi, tra cui in Italia, con una manifestazione nazionale indetta il 26 novembre a Roma (Non una di meno) e alla quale hanno partecipato circa 200mila persone.

— LEGGI ANCHE: A Roma una “marea” contro la violenza sulle donne

— LEGGI ANCHE: Io non odio gli uomini 

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