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Trump ha messo in preallerta i bombardieri nucleari B-52

Si tratta della prima decisione di questo tipo dal 1991, poco dopo la fine della Guerra fredda. Secondo il capo di stato maggiore dell'Aeronautica non ci sarebbero legami con la crisi nordcoreana

Di Giuseppe Loris Ienco
Pubblicato il 24 Ott. 2017 alle 11:53 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:34
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Il presidente statunitense Donald Trump ha allertato i bombardieri nucleari B-52 per essere pronti ad agire entro 24 ore in caso di necessità.

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Gli aerei militari, armati con testate nucleari, saranno dispiegati sulle piste di una base dell’Air Force in Louisiana, pronti a entrare in azione immediatamente.

I bombardieri – con un’autonomia fino a 14mila chilometri – sono in stato di preallerta, questo vuol dire che sono posizionati su piazzole di cemento alla fine della pista della base di Barksdale, nel nord-ovest della Louisiana, pronti al decollo.

L’ordine di alzare il livello di allerta deve giungere dal comandante delle forze strategiche, il generale John Hyten, responsabile delle forze nucleari, o dal comandante del comando nord degli Stati Uniti, Lori Robinson, responsabile della difesa del territorio statunitense.

Una decisione simile non veniva presa dal 1991, pochi anni dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra fredda.

La notizia, non ancora confermata dal Pentagono, è stata diffusa da David Goldfein, capo di stato maggiore dell’Aeronautica Usa, nel corso di un suo intervento a Fox News.

Per Goldfein “si tratta di un ulteriore passo in avanti per arrivare preparati in caso di necessità”. L’ufficiale ha detto di considerare la decisione non direttamente legata alla crisi con la Corea del Nord, bensì una misura necessaria per affrontare la realtà dell’attuale situazione globale.

Nonostante questo, sono in molti a collegare l’allerta dei bombardieri B-52 alle tensioni sempre più forti con il regime di Pyongyang.

Nel suo primo discorso alle Nazioni Unite, il presidente Usa non aveva escluso una soluzione militare: “Se gli Stati Uniti saranno minacciati, non avremo altra scelta che distruggere totalmente la Corea del Nord”, aveva detto Trump.

All’inizio del mese aveva affermato che “soltanto una cosa funzionerà” con la Corea del Nord, avvicinando ulteriormente la possibilità di un conflitto dopo il fallimento dei tentativi di dialogo avviati dai suoi predecessori allo Studio Ovale.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Pochi giorni fa il giornale australiano Sydney Morning Herald ha diffuso i contenuti di una lettera firmata dalla Commissione esteri del parlamento nordcoreano indirizzata a vari parlamenti del mondo.

Nel testo la politica del presidente statunitense è definita “il culmine del pensiero americano per il quale il proprio benessere arriva prima di quello del resto del mondo”, mentre gli alleati di Washington sarebbero “senza principi, di vedute ristrette ed egoisti” e l’attuale amministrazione alla Casa Bianca “impegnata nel trascinare il mondo in un orribile disastro nucleare”.