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Putin e Erdogan si incontrano per parlare di energia

Dopo mesi di deterioramento dei rapporti diplomatici a causa della Siria, i leader di Russia e Turchia hanno discusso del rilancio del Turkish Stream

Di TPI
Pubblicato il 10 Ott. 2016 alle 19:41 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:37
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Immagine di copertina

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato lunedì 10 ottobre a Istanbul per partecipare al World Energy Congress, a margine del quale ha avuto un incontro con il presidente turco Recepp Tayyp Erdogan.

Un’importante tappa nella distensione dei rapporti diplomatici tra Russia e Turchia, dopo il deterioramento che aveva raggiunto il suo apice con l’abbattimento da parte della contraerea turca di un jet militare russo il 24 novembre 2015.

La sanguinosa guerra civile in Siria, inoltre, ha visto visto i due paesi schierarsi su fronti contrapposti: la Turchia con i ribelli e la Russia con lo storico alleato Bashar al-Assad.

In seguito al tentativo di colpo di stato dello scorso 15 luglio, Erdogan ha archiviato, almeno in parte, le ambizioni di approfittare del conflitto siriano per estendere l’influenza turca nel paese e ha adottato una politica più cauta.

Le operazioni militari svolte dall’esercito turco in Siria nelle ultime settimane, se da un lato volevano dimostrare al resto del mondo la determinazione di Ankara nel combattere il terrorismo jihadista, con cui è accusata di collaborare, hanno avuto anche un altro messaggio: la Turchia in questo momento è più interessata a combattere i curdi piuttosto che rovesciare Assad.

Erdogan, all’uscita dell’incontro ha annunciato che ha discusso con Putin sulle operazioni militari in Siria, e in particolare su come fornire aiuti alla popolazione di Aleppo.

Al centro dei colloqui, oltre alla progressiva normalizzazione della relazione dopo il progressivo riavvicinamento iniziato con le scuse di Erdogan per l’abbattimento dell’aereo militare e proseguita dalla condanna immediata di Putin del tentativo di golpe, vi è stata poi la collaborazione energetica.

È stato confermato il rilancio del progetto “Turkish Stream”, il gasdotto che trasporterebbe il gas russo in Europa per aggirare l’Ucraina, i cui interessi sono contrapposti a quelli di Mosca. Un progetto che Putin aveva in precedenza deciso di bloccare.

La Russia, inoltre, dovrebbe dare il via libera alla costruzione da parte dei suoi tecnici della prima centrale nucleare su suolo turco, un accordo di fondamentale importanza agli occhi di Erdogan che può mettersi al passo con le altre due potenze mediorientali, Iran e Arabia Saudita.

“Quel che è iniziato somiglia più a un processo di guarigione, con entrambe le parti desiderose di lasciarsi alle spalle la negatività degli scorsi 10 mesi e l’obiettivo di concentrarsi su aree come l’energia dove c’è un mutuo interesse nel cooperare”, ha spiegato all’agenzia France Presse Andrew Neff, analista di Ihs Energy. “La ripresa dei rapporti politici e commerciali ci riporta solo al punto di partenza, e non necessariamente sul binario giusto verso l’ultima stazione”, ha spiegato Neff.

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