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Desametasone, identificato il primo farmaco capace di ridurre la mortalità da COVID-19

Incoraggianti risultati da uno studio condotto nel Regno Unito nell'ambito piattaforma Recovery. Al momento è l'unico capace di ridurre la mortalità del nuovo coronavirus

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 16 Giu. 2020 alle 16:59 Aggiornato il 16 Giu. 2020 alle 17:03
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Il desametasone, un farmaco corticosteroide a basso costo, riduce fino a un terzo la mortalità dei pazienti ricoverati per COVID-19 con gravi complicanze respiratorie. Lo rivela un nuovo studio clinico randomizzato condotto a partire da marzo su oltre 11.500 pazienti di più di 175 ospedali pubblici del Regno Unito, a cui sono stati somministrati diversi farmaci candidati a mitigare gli effetti della COVID-19.

Si tratta del primo farmaco in grado di salvare vite umane tra i pazienti contagiati dal nuovo coronavirus, segnando quello che gli scienziati hanno salutato come un “importante passo avanti”. “Sarà molto difficile per qualsiasi farmaco sostituirlo davvero, dato che per meno di 50 sterline, puoi curare otto pazienti e salvare una vita”, ha detto oggi alla stampa il professor Martin Landray, docente all’università di Oxford e tra gli autori dello studio.

La sperimentazione sul desametasone ha coinvolto oltre 6.000 persone fino all’8 giugno, quando il reclutamento è stato interrotto poiché, secondo il comitato direttivo del trial clinico, erano stati arruolati abbastanza pazienti per stabilire se il farmaco producesse o meno risultati significativi e sembra proprio che sia così. Tra queste persone, 2.104 pazienti hanno assunto 6 milligrammi di desametasone una volta al giorno (per via orale o per iniezione endovenosa) per dieci giorni, mentre 4.321 persone hanno ricevuto solo le normali cure previste per l’infezione da COVID-19.

I risultati annunciati oggi sono molto incoraggianti: il desametasone ha infatti ridotto le morti di un terzo nei pazienti sottoposti a ventilazione polmonare, non producendo effetti nei contagiati meno gravi. “Il vantaggio in termini di sopravvivenza è chiaro e ampio in quei pazienti che sono abbastanza malati da richiedere un trattamento con ossigeno, quindi il desametasone dovrebbe diventare un farmaco standard per la cura di queste persone”, ha spiegato il professor Peter Horby, responsabile della piattaforma Recovery (Randomisation Evaluation of Covid-19 Therapy), la più grande sperimentazione al mondo per trovare una cura al nuovo coronavirus, a cui partecipa anche l’università di Oxford.

“Innumerevoli vite saranno salvate a livello globale”, ha osservato Nick Cammack, esperto dell’ong Wellcome Trust, secondo cui questi risultati “trasformeranno l’impatto della pandemia di COVID-19 sulla vita e sulle economie di tutto il mondo”. Il vantaggio di questo farmaco risiede nella sua disponibilità, si trova già in commercio in diversi Paesi, Italia compresa, e nei costi contenuti: nel Regno Unito si vende in farmacia per 5 sterline. Il desametasone è già utilizzato per trattare diversi disturbi associati all’infiammazione, dalle allergie all’artrite ai disturbi respiratori.

L’iniziativa Recovery è stata attivata ad aprile come studio clinico randomizzato per testare una serie di potenziali trattamenti per la COVID-19, che ha ad oggi ha infettato oltre 8 milioni di persone in tutto il mondo e causato più di 437 mila morti.

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