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Dazi Cina Usa, la lettera di Nike, Adidas e altri 171 gruppi a Trump per fargli cambiare idea

Di Donato De Sena
Pubblicato il 22 Mag. 2019 alle 09:05 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:21
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Dazi Cina Usa – Una lettera al presidente Donald Trump per fargli cambiare idea sui dazi sui beni prodotti in Cina. L’hanno inviata alcune delle maggiori aziende del settore calzaturiero e sportswear, tra cui anche le note Nike e Adidas, che potrebbero essere danneggiate dalle importazioni dall’Asia.

Dazi Cina Usa | La lettera di Nike e Adidas a Trump

La missiva è stata sottoscritta precisamente da Nike, Adidas e altre decine di produttori, che hanno definito i dazi “catastrofici per i nostri clienti, le nostre aziende e l’economia americana in generale”. Nella lunga lista delle società (complessivamente 173) ci sono anche Under Armour, Foot Locker, Ugg. L’appello a Trump e al segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, e al consigliere economico del presidente, Larry Kudlow, è arrivato dopo che la scorsa settimana la Casa Bianca ha pubblicato un altro elenco di circa 300 miliardi di dollari di prodotti cinesi che potrebbero essere colpiti da un aumento delle tariffe del 25%.

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Dazi Cina Usa | Il costo per i consumatori

Nella lista sono finiti tutti i tipi di scarpe: dalle sneakers ai sandali, dalle scarpe da golf agli stivali da pioggia, fino agli scarponi da sci. Nella lettera da catene e negozianti viene chiesto chiesto di “rimuovere immediatamente le calzature” dall’elenco dei beni colpiti dall’aumento dei dazi. Le aziende, rivolgendosi all’amministrazione Usa, hanno scritto che “la vostra proposta di aggiungere dazi a tutte le importazioni dalla Cina equivale a chiedere ai consumatori americani di farsi carico dei costi. È ora di mettere fine a questa guerra commerciale”.

Secondo alcune stime il costo dei dazi del settore potrebbe costare 7 miliardi di dollari l’anno. “Aggiungere un aumento del 25% significherebbe che alcune famiglie americane potrebbero arrivare a pagare un dazio del 100% sulle loro scarpe. Questo è inaccettabile”, è uno dei passaggi della lettera, redatta su iniziativa dell’organizzazione commerciale The Footwear Distributors and Retailers of America (FDRA).