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Coronavirus, la Francia chiude tutto dopo il raddoppio dei contagi in 3 giorni. Ma conferma le elezioni di domenica 15 marzo

Da questa sera a mezzanotte chiusi tutti i bar, ristoranti, locali notturni e locali pubblici non essenziali. I luoghi di culto restano aperti ma senza celebrazioni. Restano aperte al pubblico farmacie, negozi di alimentari, banche e tabaccherie. Scuole chiuse da lunedì

Di Redazione TPI
Pubblicato il 14 Mar. 2020 alle 22:49 Aggiornato il 14 Mar. 2020 alle 22:56
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Coronavirus, la Francia chiude tutto dopo il raddoppio dei contagi in 3 giorni. Ma conferma le elezioni di domenica 15 marzo

Coronavirus Francia. “Fino a nuovo ordine e a partire da questa sera a mezzanotte” chiusi tutti i bar, ristoranti, locali notturni e locali pubblici non essenziali. I luoghi di culto restano aperti ma senza celebrazioni. Restano aperte al pubblico farmacie, negozi di alimentari, banche e tabaccherie. Scuole chiuse da lunedì. Questo l’annuncio del premier francese Eduard  Philippe.

Coronavirus, elezioni in Francia nonostante il rischio contagio: domenica si vota in 35mila comuni  In un clima surreale dopo che la campagna elettorale e’ stata scossa dalle notizie e dai provvedimenti restrittivi dettati dalla pandemia di Coronavirus, gli elettori francesi sono chiamati domani domenica 15 marzo alle urne per scegliere i sindaci di circa 35 mila comuni, compreso quello di Parigi, combattuti tra astensione e virus. E, secondo quanto emerge da un sondaggio, il 58% dei francesi ritiene che il capo dell’Eliseo abbia avuto ragione. Ma c’e’ anche il 61% a dirsi “preoccupato” per la diffusione del virus, il 13% in piu’ rispetto a un precedente sondaggio condotto all’inizio della settimana.

Tra stringenti norme igienico-sanitarie e’ tutto pronto per “l’appuntamento con la democrazia che potra’ svolgersi in buone condizioni”, ha assicurato il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, in visita ad un seggio elettorale nella regione delle Yvelines per verificare personalmente gli la macchina organizzativa. Castaner non ha nascosto pero’ il timore per l’affluenza che rischia di essere tra le piu’ basse della storia della Quinta Repubblica. Al primo turno del 2014 fu del 63,55%, gia’ in calo da 30 anni. Castaner ha riconosciuto che alcuni comuni hanno avuto difficolta’ ad allestire i seggi. “Il sindaco ha un potere di ingiunzione nei confronti dei consiglieri comunali. In caso di accertamento di una carenza, puo’ rivolgersi al prefetto che puo’ costringere un certo numero di persone a tenere i seggi elettorali”, ha spiegato.

Il premier Edouard Philippe e’ ancora piu’ ottimista e si e’ detto “convinto” della buona tenuta delle elezioni, incluso il secondo turno, in programma il 22 marzo, quando la pandemia, che ha causato 91 morti (4.499 in contagi) si sara’ ulteriormente diffusa. In serata ha pero’ disposto la chiusura di bar, ristoranti e i negozi non essenziali.

Nei seggi elettorali, ci si prepara ad accogliere gli elettori nelle migliori condizioni possibili: maniglie delle porte, tavoli, cabine di voto, tutto deve essere pulito prima del voto e devono essere prese misure per evitare le code e fare rispettare le distanze di sicurezza. Il governo da parte sua diffonde messaggi che raccomandano di votare preferibilmente per posta, di registrarsi con la propria penna – blu o nero – e di favorire le ore di minor affluenza, tra le 9 e le 11 e tra le 13 e le 16. Non e’ detto che cio’ basti questo per incoraggiare i quasi 47,7 milioni di elettori – compresi 330 mila cittadini di altri paesi dell’Ue – a votare. In particolare quelli piu’ anziani che il capo dello Stato ha giustamente incoraggiato a rimanere a casa giovedi’.

Il Covid-19 ha portato in secondo piano il voto, con i candidati macronisti in una posizione difficile e l’opportunita’ per i tradizionali partiti di sinistra e di destra di alzare la testa, a due anni dalle elezioni presidenziali. A Parigi, l’ex ministra della Salute Agne’s Buzyn (La Republique En Marche) sembra essere indietro rispetto alla uscente Anne Hidalgo (Partito socialista) e alla sua rivale dei repubblicani Rachida Dati. A Marsiglia, il macronista Yvon Berland ristagna a meno del 10%. Molto atteso risultato anche a Le Havre, dove Edouard Philippe, premier e candidato, ha dovuto annullare il suo ultimo comizio a causa della crisi sanitaria e si gioca il suo futuro a Matignon.

Al contrario, la destra ha l’opportunita’ di riprendersi dalla sconfitta delle europee. I repubblicani potrebbero conservare molte delle loro citta’ strappate alla sinistra nel 2014. I repubblicani, tuttavia, partono divisi a Marsiglia, dove il Rassemblement national (Rn) di Marine Le Pen punta a uscire in testa al primo turno.

A sinistra, si gioca l’equilibrio di potere tra gli ambientalisti Eelv e i socialisti. I Verdi sperano di sfruttare la consapevolezza dell’emergenza ecologica e mirano a imporsi a Besancon, Tours, Rouen e Grenoble, mentre il partito socialista cerchera’ principalmente di mantenere le sue roccaforti a Parigi, Lille, Rennes e Nantes. Le Rn sembra essere sulla strada per mantenersi i suoi municipi conquistati nel 2014 e cerchera’ di rafforzare la sua presenza nel Sud e nell’Hauts-de-France in vista delle regionali del prossimo anno.

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