Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

A largo della Corea del Sud è stato ritrovato un relitto che potrebbe avere a bordo oro per 114 miliardi

Immagine di copertina
La nave Dmitriy Donskoy

Spettacolare ritrovamento a largo della Corea del Sud. Il relitto di un vascello russo, affondato 113 anni fa, è stato individuato nelle acque a largo della isola sudcoreana di Ulleungdo. A rendere particolare la scoperta sarebbe il probabile carico della nave: 5.500 forzieri pieni d’oro, del valore di 114 miliardi di euro.

La nave in questione è la Dmitri Donskoi, lasciata affondare nel 1905 per evitare che i giapponesi si impadronissero del suo prezioso carico.

Secondo quanto riporta il South China Morning Post, si pensa che a bordo si trovino lingotti d’oro e monete dal valore di 133 miliardi di dollari.

Ad individuare il relitto dell’incrociatore della Marina imperiale russa sono stati dei mini sommergibili con equipaggio a una profondità di 434 metri, circa 1,3 chilometri a largo di Ulleungdo.

La compagnia di recuperi marittimi Shinil Group, che fa base a Seul, ha passato anni a cercare il relitto della Donskoi fino a che quest’anno non ha messo in piedi una squadra di esperti internazionali da Corea del Sud, Cina, Gran Bretagna e Canada.

“Lo scafo della nave è stato pesantemente danneggiato dai bombardamenti giapponesi, ma il ponte e le fiancate sono ben conservati”, ha fatto sapere la società, spiegando che l’identificazione del relitto è stata possibile grazie al nome ‘Dmitri Donskoi’ scritto in cirillico sulla poppa.

L’incrociatore, varato nel 1883, prese parte alla battaglia di Tsushima e nonostante i pesanti danni riportati, diede battaglia fino alla fine.

Dopo la disfatta russa la nave si diresse verso nord, per raggiungere Vladivistok, ma il 29 maggio del 1905 fu intercettata da navi da guerra giapponesi. Non volendo arrendersi, l’equipaggio dell’incrociatore decise di affondare la nave carica d’oro che sarebbe servito per dei pagamenti e tasse.

La Shinil Group ha annunciato che il relitto verrà riportato sulla terra ferma tra ottobre e novembre e che ha già raggiunto un accordo con il governo russo per cedere metà dell’oro che verrà ritrovato a bordo.

Una parte del ‘tesoro’ della Donskoi verrà investito in progetti per sviluppare il turismo sull’isola di Ulleungdo.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Un’attrice, un’attivista curda e la vedova di un jihadista: ecco chi siede nel nuovo Parlamento provvisorio in Siria
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan