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La Cina vieterà il commercio dell’avorio entro la fine del 2017

Il mercato cinese è quello più grande al mondo, ma Pechino vuole chiuderlo. Potrebbe essere un momento di svolta per la lotta al bracconaggio

Di TPI
Pubblicato il 5 Gen. 2017 alle 16:45 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:02
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Immagine di copertina

La Cina ha annunciato venerdì 30 dicembre 2016 che entro la fine del 2017 vieterà il commercio dell’avorio e le attività a esso connesse.

La decisione di Pechino fa seguito a una risoluzione adottata al Convegno sul commercio internazionale delle specie a rischio tenuto a ottobre del 2016 in Sudafrica.

Quello cinese rappresenta il mercato d’avorio più grande al mondo e si stima che circa il 70 per cento del commercio del materiale finisca nel paese.

Le quotazioni dell’avorio in Cina possono superare i 1.000 euro al chilogrammo.

La lavorazione per scopi commerciali e la vendita verranno interrotte entro il 31 marzo e tutti gli operatori registrati si ritireranno dal settore entro la fine dell’anno.

Secondo gli osservatori, la scelta di Pechino è di estrema importanza e potrebbe rappresentare il punto di svolta nella lotta al bracconaggio che minaccia gli elefanti.

Il mercato internazionale dell’avorio è chiuso sin dal 1989 ma quelli nazionali sono rimasti operativi in diversi paesi.

Le uccisioni degli esemplari dotati di zanne sono aumentate negli ultimi sette anni causando una diminuzione della popolazione di elefanti africani di circa il 30 per cento.

— LEGGI ANCHE: Gli elefanti africani nascono senza zanne perché hanno più possibilità di sopravvivere

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