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Il chirurgo siriano che ha ritrovato la figlia perduta

Dopo nove mesi di lontananza, un medico ritrova la sua bambina. Ma la piccola non è sopravvissuta a un bombardamento

Di Asmae Dachan
Pubblicato il 27 Feb. 2017 alle 19:58 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:53
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Immagine di copertina

Ritrova la figlia dopo nove mesi di lontananza, ma la piccola non sopravvive. È una storia di ordinario strazio quella della piccola Fatema e del padre Mohammad Alhameda.

L’uomo, un chirurgo, aveva lasciato il suo villaggio nel governatorato di Aleppo quando questo era caduto sotto il controllo dell’Isis. I miliziani gli impedivano di lavorare e per prestare la sua opera, l’uomo era fuggito verso Manbij, un villaggio dove le milizie del sedicente califfato erano state sconfitte lo scorso agosto.

Da ben nove mesi non vedeva più la sua famiglia, che si era rifugiata in un altra zona della provincia di Aleppo.

Fino a ieri sera.

Il dottor Mohammad era impegnato nel curare i numerosi feriti giunti in ospedale a seguito di un bombardamento che, secondo testimoni locali, sarebbe stato compiuto dall’aviazione russa.

Tra i feriti ci sono anche bambini e tra loro il medico riconosce Fatema. La piccola era già spirata e il padre non ha potuto far altro che darle un ultimo abbraccio.

Il medico ha dato la notizia con queste parole: “Mia figlia è ora nella misericordia di Dio. È qui da me a Manbij. Non ho fatto in tempo a soccorrerla”.

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