Nessuno (o quasi) vuole cantare alla cerimonia di insediamento di Donald Trump

L'unico nome confermato è quello di Jackie Evancho, mezzosoprano sedicenne uscita dal talent-show American's Got Talent

Di TPI
Pubblicato il 2 Gen. 2017 alle 17:00 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:14
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Immagine di copertina

Mancano poche settimane alla data di insediamento ufficiale di Donald Trump alla Casa Bianca, fissata per il 20 gennaio prossimo. La cerimonia si terrà come da tradizione davanti al Campidoglio, la sede del Congresso americano a Washington, e per la sua portata è considerato uno degli eventi più seguiti della politica americana. 

Nel pieno rispetto della tradizione, per la giornata di insediamento è prevista la partecipazione di cantanti famosi che di norma si esibiscono per il presidente e il pubblico.

Per il secondo mandato dell’ormai ex presidente Barack Obama cantarono star del calibro di Beyoncé Knowles che intonò l’inno nazionale. Nel 1993 Bob Dylan si esibì sul palco per Bill Clinton ed è impossibile dimenticare la presenza di Frank Sinatra che inaugurò la serata di gala dopo la cerimonia di insediamento di John Fitzgerald Kennedy, nel 1961. 

Chi canterà per il nuovo presidente americano? L’unica ad aver dato conferma per il momento è stata Jackie Evancho, dopo che la presenza di Andrea Bocelli è stata smentita. Il suo nome era circolato con insistenza agli inizi di dicembre, ma il tenore italiano ha negato di essere stato invitato in qualità di cantante ufficiale alla cerimonia di insediamento. 

Altre fonti citate dal New York Post invece hanno riferito l’esatto contrario, ovvero che fosse stato lo stesso Bocelli a fare un passo indietro dopo le reazioni contrariate e furiose dei suoi fan, i quali avevano perfino lanciato su Twitter l’hashtag #BoycottBocelli

Oggi la giovane mezzosoprano americana ha 16 anni, ma si è fatta conoscere nel 2010 nel talent-show “American’s Got Talent” arrivando seconda. Cantante lirica, Jackie per la sua impostazione tecnica e vocale è considerata la più giovane cantante di opera lirica del mondo. 

La sua carriera musicale è appena iniziata, anche se Jackie ha inciso e pubblicato il suo primo album già nel 2009 e a questo ne sono seguiti altri quattro. 

Senza dubbio essere ingaggiati per cantare alla cerimonia di insediamento del presidente degli Stati Uniti è un grande privilegio, e non tutti gli artisti ingaggiati negli anni passati erano famosi. Tuttavia, non si era mai verificato che un artista si rifiutasse di prendervi parte.

(Qui sotto l’esibizione di Beyoncé durante la cerimonia di insediamento di Barack Obama)

Con Trump è successo. Lui stesso ha sdrammatizzato scrivendo su Twitter di preferire “la gente comune” perché dopotutto le “cosiddette celebrità di serie A” non sono servite, con il loro supporto, a far vincere le elezioni alla sua avversaria Hillary Clinton. 

Eppure, il trend negativo di nomi proposti e poi cancellati di celebrità contattate che si sono riservate di dare una risposta in seguito o che hanno declinato tout court è continuato.

A un certo punto è spuntato fuori il nome di Elton John, che ha immediatamente smentito la notizia. Poi è stato il turno di Gene Simmons, cantante e bassista dei Kiss che in passato aveva sostenuto Trump, ma che ha fatto sapere di non poter partecipare per altri impegni. 

Nella rosa dei protagonisti della cerimonia di insediamento, oltre a Jackie Evancho, ci saranno i Mormon Tabernacle Choir, un coro mormone, e i Radio City Rockettes, un corpo di ballo. 

Ci sono anche gli indecisi, come i Beach Boys che non sono nuovi a tutto ciò. La band californiana fondata da Brian Wilson si era esibita per Ronald Reagan, per George Bush e per Bill Clinton. Il loro portavoce ha fatto sapere di essere stato contattato dallo staff di Trump, ma non è stato ancora presa una decisione. Nel frattempo, Al Jardim e Wilson (due dei fondatori del gruppo) hanno fatto sapere che non prenderanno parte alla cerimonia in ogni caso. 

Dal canto suo, l’attore Alec Baldwin che da mesi sta impersonando Trump al Saturday Night Live, si è offerto di interpretare “Highway to Hell” (Autostrada verso l’inferno) degli AC/DC, mentre il leader della band The 1975, Matt Healey, ha dichiarato che suonerebbe solo se gli venisse offerto in anticipo un milione di dollari. 

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