Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:44
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Cannabis, in attesa di una certificazione biologica arriva quella “kosher”

Immagine di copertina

Negli Stati Uniti – ma anche in buona parte del mondo – tutti gli alimenti sono controllati e classificati secondo alcuni standard stabiliti da ogni singolo Paese. Un modo per tracciare e garantire la qualità dei prodotti. Lo stesso discorso, però, non può essere fatto con la cannabis. Non esiste, infatti, un criterio di selezione stabilito dal governo federale americano.

Ma per i consumatori è importante sapere che tipo di prodotto stanno acquistando. Se, ad esempio, nella loro cannabis sono presenti o meno pesticidi o additivi. Steve Howard, vicepresidente della Mirth Provisions – azienda dell’Oregon che crea bevande miste alla canapa – ha sostenuto che l’unico modo per certificare un prodotto è istituire appunto un’agenzia federale.

Nel frattempo, però, per sopperire a questa mancanza, sono nate delle certificazioni collaterali come la Green Clean. Ma non è facile acquisire credibilità agli occhi dei clienti. E così un contadino e imprenditore della California, Mitch Davis, per ottenere la fiducia e assicurare i consumatori che i suoi prodotti sono totalmente genuini, ha deciso (già quattro anni fa) di classificarli come “kosher”, ovvero ritualmente puri secondo la legge religiosa ebraica.

“Per ottenere una classificazione del genere i prodotti non devono contenere insetti o subire disinfestazioni”, ha affermato Mitch. “È giusto che i clienti siano informati su questo”. Ha aggiunto poi che lo stato della California ha provato a ottenere certificazioni biologiche, ma ancora non ha raggiunto l’obiettivo. Per l’imprenditore il motivo sta nel fatto che “i regolamenti di ogni Stato (negli Usa) sono così diversi da non essere abbastanza nazionalizzati”.

Tutto quello che c’è da sapere sulla cannabis legale
Ti potrebbe interessare
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Ti potrebbe interessare
Esteri / Gruppo FS, ordinati 19 treni AV per rafforzare la crescita in Francia e tra Parigi e Londra
Esteri / L’ultimatum della Spagna all’Italia: “Basta controlli ai confini entro 48 ore o adotteremo contromisure”
Esteri / Usa: un giudice del New Mexico ordina a Meta di versare 567 milioni di dollari in un fondo per la salute mentale infantile
Esteri / Quando lo Stato interviene contro le nuove "solitudini": la strategia nazionale di Madrid
Esteri / La geopolitica del contrasto alla solitudine
Esteri / Il Patto di Gedda: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un accordo di mutua difesa
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Conclusi a Roma i colloqui tra Israele e Libano mediati dagli Usa. Ma Tel Aviv non ferma i raid
Esteri / Chi è Abdul El-Sayed, il medico pro-Palestina che ha vinto le primarie democratiche in Michigan
Esteri / Attentato fallito in Germania: scoperti droni diretti contro aerei carichi di armi destinate all’Ucraina