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Bielorussia, almeno 500 arresti e spari sulla folla: l’opposizione lancia lo sciopero generale

Di Anna Ditta
Pubblicato il 27 Ott. 2020 alle 12:41
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Immagine di copertina
Sciopero generale a Minsk. Credit: EPA/STR

In Bielorussia è stato lanciato ieri uno sciopero generale a oltranza dopo che il contestato presidente, Aleksandr Lukashenko, ha ignorato l’ultimatum della leader dell’opposizione democratica, Svetlana Tikhanovskaya, che gli aveva chiesto di dimettersi e liberare i prigionieri politici entro il 25 ottobre. Domenica oltre 520 manifestanti sono stati arrestati durante le 19 proteste che si sono tenute in tutto il Paese, secondo i dati riferiti dal ministero dell’Interno. Nella capitale Minsk i fermi sono stati 160. La polizia in assetto antisommossa ha sparato proiettili di gomma e granate stordenti.

Secondo la Ong per i diritti umani Viasna sono invece almeno 240 le persone arrestate oggi nel primo giorno dello sciopero nazionale, che ha visto scendere in strada operai, piccoli commercianti, pensionati e studenti in diverse città del Paese. “Oggi inizia lo sciopero della gente. Dipendenti di fabbriche di Stato e aziende, lavoratori dei trasporti e minatori, insegnanti e studenti sono entrati in sciopero da questa mattina”, ha annunciato ieri Tikhanovskaya. La leader dell’opposizione ha lodato “l’incredibile livello di solidarietà” tra i bielorussi, ha detto che sono stati raccolti oltre 7 milioni di dollari in sostegno a chi aderisce all’iniziativa e ha promesso che lo sciopero continuerà. In un post su Telegram ha poi ringraziato chi sta partecipando: “Abbiamo superato la paura che il regime possa sopprimere la protesta”.

Tikhanovskaya è ritenuta la vincitrice morale delle elezioni presidenziali del 9 agosto, che hanno visto la riconferma del presidente ma che sono state macchiate da brogli e dalla persecuzione dei dissidenti. La leader democratica è fuggita in Lituania in seguito alla repressione delle proteste seguite al voto. Nei mesi successivi Lukashenko ha ignorato le richieste della piazza e proseguito la repressione degli oppositori.

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