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Il dramma dei dispersi dopo l’esplosione di Beirut. 100 famiglie cercano i loro cari: “Dobbiamo salvarli”

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Alcuni volti dei dispersi a Beirut Credits: locating_victimsbeirut

Beirut, si cercano i dispersi: sono oltre 100

È salito a più di 100 morti e oltre 4 mila feriti il bilancio della doppia devastante esplosione avvenuta ieri, 4 agosto, nei pressi del porto di Beirut. I soccorritori lavorano alla ricerca di circa 100 persone che risultano disperse e che potrebbero essere sotto le macerie, soprattutto nelle vicinanze del porto. Lo ha confermato all’agenzia Dpa un funzionario della protezione civile e anche secondo il governatore di Beirut, Marwan Abboud, citato dai media locali, risultano le stesse cifre. Intanto il segretario generale della Croce Rossa libanese, George Kettneh, ha detto alla stessa Dpa che nelle prossime ore potrebbe ulteriormente aggravarsi il bilancio delle vittime.

L’appello delle famiglie

Dai social parte l’appello delle famiglie dei dispersi: sulla pagina Instagram locating_victimsbeirut ci sono le foto delle persone di cui non si hanno più notizie e viene anche lanciata una raccolta fondi per chi ha perso la casa o l’attività a causa dell’esplosione.

“Mia figlia si trovava vicino al porto proprio nell’ora della deflagrazione, mi aiutate?”, scrive una mamma. “Il mio fidanzato non risponde da ieri”, è il commento di un’altra persona. Qualche nome tra gli ultimi postati: Mohammad Damaj, che non viene rintracciato da ieri mattina. O ancora, Julio Khalil, che è stato visto per l’ultima volta il 3 agosto nei pressi del porto. Per ognuno dei dispersi le famiglie lasciano un numero di telefono da contattare nel caso si abbiano aggiornamenti utili al ritrovamento.

Disastro ospedali

Intanto, gli ospedali di Beirut sono entrati immediatamente in crisi, investiti dall’ondata immane di feriti. In uno solo di questi, l’Hotel Dieu, sono giunte 500 persone bisognose di cure urgenti. Si sono moltiplicati gli appelli alla donazione di sangue e al rientro immediato in servizio di tutti i medici e infermieri.

Ma, per Save the Children, il rischio è che i bambini non potranno essere curati negli ospedali al collasso: “Intere strade sono state spazzate via, i bambini sono dispersi, mentre le squadre di soccorso lavorano negli edifici distrutti estrarre gente dalle macerie”. Il Porto principale di Beirut, ormai completamente devastato, è vitale per gran parte del cibo, i cereali e il carburante che il Libano importa e le famiglie, già colpite dalla crisi sanitaria ed economica, risentiranno immediatamente della carenza di beni di prima necessità a causa di questa tragedia.

Leggi anche: 1. Libano: almeno 100 morti e oltre 4mila feriti nella deflagrazione al porto di Beirut. Esplose 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio / 2. Libano: devastante esplosione al porto di Beirut. Le impressionanti immagini della deflagrazione / 3. Libano, ferito un militare italiano in un’esplosione al porto di Beirut

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