Bambina nasce con rara patologia: pelle 7 volte più grande e faccia deformata. La madre: “Non la voglio”

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 26 Mar. 2019 alle 08:14 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:26
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Immagine di copertina
La bambina affetta da ittiosi arlecchino

In India, nel distretto di Patna, una donna ha dato alla luce una bambina affetta da una rarissima malattia che causa deformazioni facciali e una crescita della pelle sette volte superiore alla normalità.

La madre, 28 anni, ha deciso di ripudiare la figlia, convinta che la piccola sia stata colpita da una maledizione. “Non la voglio, non so cosa sia successo ma non posso tenerla con me”, avrebbe riferito.

La malattia in questione si chiama ittiosi arlecchino, è una patologia estremamente rara e che, purtroppo, lascia scarsissime possibilità di sopravvivenza a chi ne è affetto.

La bambina, infatti, dovrebbe sopravvivere solo poche settimane: ha una possibilità su 10 milioni di salvarsi e continuare a vivere più a lungo.

In India si era registrato solo un altro caso di ittiosi arlecchino, nel giugno 2018. In quel caso il bambino era sopravvissuto appena due giorni.

Stavolta la piccola è nata prematura, quattro settimane prima del previsto. È stata ricoverata in un ospedale locale, dove sono accorse diverse persone attirate dalla sua particolare condizione.

I medici, per tutelare la bambina, sono dovuti intervenire allontanando i curiosi.

Gli stessi medici hanno riferito che la piccola alla nascita pesava 2 chili e mezzo e sembrava in buone condizioni. Ha bevuto latte materno e piangeva.

Ci si è però immediatamente accorti della sua gravissima patologia. Una scoperta che ha letteralmente scioccato i genitori.

La madre, come detto, non ha voluto tenere la bambina con sé, convinta che le deformazioni della piccola fossero dovute a un maleficio, e che continuare a prendersene cura avrebbe causato ulteriori sfortune a lei e al marito.

bambina arlecchino
La bambina in braccio alla madre che l’ha poi ripudiata

A questo punto la bambina dovrebbe rimanere in ospedale finché non si capirà se e come potrà sopravvivere. Come detto, le possibilità sono bassissime.

Ciò non toglie che la piccola meriti di vivere, anche se si trattasse di pochi giorni, nelle migliori condizioni possibili e con tutte le cure del caso.

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