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Le aziende danesi cercano impiegati da assumere ma non ci sono disoccupati nel paese

Nello stato nordeuropeo si assiste a una veloce crescita economica che ha ridotto i tassi di disoccupazione creando rallentamenti nei ritmi produttivi

Di TPI
Pubblicato il 28 Feb. 2017 alle 07:24 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:56
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Immagine di copertina

In Danimarca non ci sono abbastanza lavoratori da assumere. È la situazione con cui hanno a che fare gli imprenditori del paese come Peter Enevoldsen, proprietario di un’azienda meccanica, Sjorring Maskinfabrik. Dopo la gioia per aver ricevuto una commessa da mezzo milione di dollari ha dovuto subito ridimensionare le sue aspettative per le difficoltà a trovare persone da impiegare. La sua storia è stata raccontata dal New York Times

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L’economia danese sta attraversando un periodo di veloce ripresa dopo la crisi economica che ha colpito l’intero continente. Enevoldsen è stato costretto a rimandare la consegna dei suoi componenti meccanici perché impossibilitato a velocizzare la produzione.

La Danimarca al momento ha un tasso di disoccupazione che non supera il 4,3 per cento. Questo significa che quasi tutti i cittadini in età lavorativa hanno già un impiego. Non sempre però questo dato si rivela vantaggioso per l’economia nazionale.

Il fenomeno riguarda quasi un terzo delle industrie danesi e interessa tutti i settori, da quello informatico a quello dell’edilizia. Spesso l’unico incentivo all’assunzione è rappresentato da un aumento progressivo degli stipendi. Le aziende più colpite dal problema hanno già dovuto rallentare la produzione e addirittura rifiutare alcuni contratti.

Il caso danese rappresenta un paradosso vista la situazione media del continente europeo. Per cercare di trovare una soluzione Enevoldsen e alcuni suoi colleghi hanno avviato una campagna pubblicitaria per attirare talenti. “Se la carenza di forza lavoro dovesse continuare, potrebbe incidere pesantemente sulla nostra crescita”, ha detto.

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I paesi più vicini alla situazione della Danimarca per quanto riguarda la completa occupazione sono il Regno Unito e la Germania. Non è la prima volta che lo stato nordeuropeo affronta questo problema. Il tasso di disoccupazione dieci anni fa è sceso al 2,3 per cento, toccando il suo minimo storico. In quell’occasione ci fu un aumento dei salari e dei prezzi che il governo vuole evitare oggi.

Alcune aziende hanno deciso di cercare forza lavoro all’estero. “Volevamo assumere nel nostro paese ma è stato impossibile”, ha detto Janus Benn Sorensen, fondatore della società Clio Online. Per attirare possibile persone da impiegare hanno aumentato gli stipendi del 2 per cento, riducendo i loro margini.

“Potremmo dover essere felici per i tassi di crescita bassi nel futuro a meno che non riusciamo a stimolare nuove assunzione”, ha spiegato Steen Nielsen, direttore delle politiche occupazionali alla Confederazione dell’industria danese.

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