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Mustapha Milambo, chi era l’autista ucciso in Congo insieme all’ambasciatore Luca Attanasio e al carabiniere Vittorio Iacovacci

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 22 Feb. 2021 alle 19:21
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Immagine di copertina

Chi era l’autista ucciso in Congo insieme all’ambasciatore Luca Attanasio

Si chiamava Mustapha Milambo l’autista di Luca Attanasio ucciso insieme all’ambasciatore italiano e al carabiniere Vittorio Iacovacci (qui il suo profilo) nell’attacco avvenuto nella mattinata di lunedì 22 febbraio in Congo.

Dalle informazioni disponibili sul suo profilo Facebook, Mustapha era nato e risiedeva a Goma, proprio dove è avvenuto l’attentato. Dopo aver frequentato il Collège Alfajiri, a Bukavu, e l’università di Kinshasa, aveva iniziato a lavorare per il  World Food Programme come autista.

Secondo ciò che vi è scritto sui suoi social, l’autista dell’ambasciatore italiano (qui la sua biografia) ucciso in Congo lascia una moglie, mentre non è chiaro se l’uomo avesse figli o meno.

Di religione musulmana, sui social vi sono diversi post in cui non solo prendeva le distanze dal fondamentalismo islamico, ma condannava con decisione la violenza di gruppi ribelli ed estremisti. Violenza di cui drammaticamente è rimasto vittima.

Secondo quanto ricostruito, l’attacco, che dovrebbe essere opera dei ribelli hutu ruandesi delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda Fdlr-Foca, è avvenuto alle 10 (le 9 ore italiane) all’interno del Virunga national Park, presso la cittadina di Kanyamahoro.

I ribelli hanno attaccato due convogli del Wfp che in quel momento viaggiavano su una “strada che era stata preventivamente dichiarata sicura per viaggi anche senza scorta”.

L’autista Mustapha Milambo è stato ucciso sul colpo, mentre altre 6 persone, tra cui l’ambasciatore Attanasio e il carabiniere Iacovacci, sono state rapite e condotte nella foresta circostante.

Dopo uno scontro a fuoco con i ranger, Attanasio e Iacovacci sono stati uccisi dagli attentatori che sono scappati con gli altri passeggeri del convoglio, uno dei quali, secondo quanto riferito, è stato successivamente ritrovato.

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