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L’attacco di al-Qaeda in Burkina Faso

Un gruppo estremista affiliato ad al-Qaeda ha rivendicato l'attacco a Ouagadougou, in Burkina Faso, che ha causato la morte di 23 persone. Liberati 150 ostaggi

Di TPI
Pubblicato il 16 Gen. 2016 alle 15:46 Aggiornato il 9 Set. 2019 alle 19:32
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Immagine di copertina

Nella notte di venerdì 15 gennaio 2016 uomini armati hanno preso d’assalto tre diversi locali, tra cui un hotel frequentato perlopiù da diplomatici e occidentali, Ouagadougou, capitale del Burkina Faso.

L’attacco, rivendicato da al-Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi), ha causato la morte di almeno 23 persone provenienti da 18 paesi diversi.

I miliziani hanno attaccato lo Splendid hotel, un bar-ristorante lì di fronte chiamato Restaurant Cappuccino e un altro albergo. Le autorità credono che gli attentatori fossero almeno quattro, due dei quali donne: tutti quanti sarebbero morti.

Gli uomini armati hanno preso d’assalto lo Splendid hotel alle otto e trenta di sera, ora locale, un orario solitamente affollato di persone.

Hanno dato fuoco alle macchine e sparato in aria per allontanare le persone prima di fare irruzione nell’edificio e prendere diversi ostaggi. Secondo un uomo che era presente sul luogo, gli assalitori avrebbero avuto l’obiettivo di colpire gli occidentali.

(Nella foto qui sotto: lo Splendid Hotel)


Nella notte la polizia locale ha condotto un’operazione congiunta con le forze di sicurezza francesi e statunitensi che ha portato alla liberazione di almeno 150 ostaggi, una volta riottenuto il controllo dell’hotel, in parte dato alle fiamme dagli stessi attentatori.

I miliziani hanno anche lasciato diversi esplosivi ancora inesplosi, fatto che ha rallentato le operazioni di soccorso. Gli scontri a fuoco sono andati avanti fino alla mattina di sabato, quando anche l’ultimo attentatore è stato ucciso presso l’hotel Yibi, nelle vicinanze del luogo dell’attentato.

(Nella foto qui sotto: operazioni di polizia in corso)


Il Burkina Faso è un paese dell’Africa occidentale abitato da quasi 19 milioni di persone. Il 61 per cento è di religione musulmana, il 23 per cento cattolica.

Ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia nell’agosto del 1960, anno in cui è anche diventato membro dell’Onu. La lingua ufficiale è il francese. Nell’ex colonia ci sono fino a 200 forze speciali francesi in servizio stabile per via di un’operazione volta a limitare l’avanzata di gruppi estremisti.

L’attacco in Burkina Faso giunge a due mesi di distanza da un attentato – simile nelle dinamiche – avvenuto a novembre del 2015 a Bamako, capitale del Mali (esattamente una settimana dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre).

In seguito all’attacco contro l’hotel Radisson di Bamako morirono 20 persone, tra cui cittadini russi, cinesi e americani (qui un riassunto). Il Burkina Faso confina a nord con il Mali (vedi mappa qui sotto).


Il Burkina Faso è alleato con diversi governi occidentali nella notta contro i gruppi estremisti che da diversi anni danno del filo da torcere ai paesi dell’Africa occidentale e del Sahara occidentale, primo fra tutti al-Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) appunto.

In questo senso, l‘attacco a Ouagadougou evidenzia l’ambizione da parte di Aqmi di ampliare il proprio raggio d’azione nella regione, in linea con la strategia di crescita e d’espansione dell’Isis in Medio oriente.

“La situazione cui oggi dobbiamo fare fronte in Burkina Faso è senza precedenti”, ha detto il presidente del paese Roch Marc Christian Kabore dopo aver visitato il luogo dell’attacco. “Questi sono atti vili e codardi, le vittime sono persone innocenti”.

Testimoni che si trovavano sul posto nel momento dell’attacco hanno riferito di aver assistito a un bagno di sangue. Cecchini francesi e statunitensi, venuti in sostegno delle forze di sicurezza locali, sono stati messi di guardia in seguito all’attacco.

Nel frattempo è giunta la notizia che un dottore australiano e sua moglie sono stati rapiti nel corso della notte nel nord del Burkina Faso, al confine con il Mali (vedi mappa sopra). Non è ancora chiaro se il rapimento sia in qualche modo legato all’attacco.

(Forze di sicurezza francesi intervenute sul luogo dell’attentato)

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