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Algeria e Marocco, alle radici di una storica inimicizia

Dissidi post-coloniali e territori contesi alla base di una storica inimicizia

Di Stefano Mentana
Pubblicato il 10 Dic. 2018 alle 16:03 Aggiornato il 25 Set. 2019 alle 16:07
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Immagine di copertina

Nel suo discorso del 6 novembre 2018 il re Mohammed VI ha teso la mano al governo algerino con la speranza di iniziare un nuovo capitolo di buone relazioni. Tuttavia, il governo algerino non ha risposto a questa iniziativa di amicizia, almeno per il momento, lasciando così intendere di non avere ancora intenzione di lasciarsi alle spalle i conflitti dei decenni passati.

Sia l’Algeria che il Marocco hanno fatto parte del dominio coloniale francese, con la differenza che l’Algeria era considerata dalla Francia come un dipartimento della madrepatria. Quando poi Parigi realizzò, durante la guerra d’indipendenza algerina (1954-1962) che avrebbe dovuto lasciare il Nordafrica, chiese al Marocco di sedersi al tavolo per rivedere i confini con i loro vicini, ma Rabat rifiutò in nome delle relazioni panaraba e auspicando una restituzione unilaterale da parte di Algeri dei territori contesi, un tempo parte del regno del Marocco. L’Algeria tuttavia si rifiutò di farlo e nel 1963 ebbe inizio la guerra delle sabbie per il controllo dei villaggi di Tindouf e Bechar.

In questo conflitto il Marocco riuscì a prendere il controllo delle città ma si ritirò, grazie anche a numerosi interventi diplomatici, per evitare un conflitto a lungo termine con il vicino algerino. Le relazioni tra i due Paesi, tuttavia, rimasero fredde.

Durante la presidenza algerina di Houari Boumedienne (1965-1978), il Marocco era visto nella narrativa ufficiale come un nemico che voleva tenere a bada il giovane stato vicino, minacciandone l’unità e la sopravvivenza. Uno scontro tra i due Paesi in questo periodo avvenne riguardo la questione del Sahara Occidentale, in cui Marocco e Mauritania si contesero quella che era la colonia spagnola del Rio de Oro, lasciata da Madrid nel 1975. L’Algeria, in quell’occasione, dette il proprio sostegno al Fronte Polisario, il movimento di liberazione che si batteva per l’indipendenza del territorio.

Algeri sostenne quindi il Polisario, armandolo e rendendolo in grado di attaccare sia il Marocco che la Mauritania: quest’ultimo Paese non fu in grado di gestire la situazione e nel 1978 lasciò il territorio. Il sostegno algerino al Polisario non fu solo militare, ma anche politico, tanto che in tutte le sedi sovranazionali come l’ONU e l’Unione Africana, ha portato avanti la causa del movimento.

Il Marocco, invece, ha creato una barriera di 2.700 chilometri per contrastare le azioni del Polisario e presentando un piano d’autonomia per la regione.

Ma l’inimicizia tra Marocco e Algeria va oltre queste vicende. Nel 1994 la città marocchina di Marrakech venne colpita da un attentato in cui morirono due persone che venne realizzato da tre cittadini franco-algerini. Come risposta l’intelligence algerina venne accusata di aver pianificato la sparatoria e questo peggiorò le relazioni tra i due Paesi.

Come conseguenza di questo fatto, Rabat chiuse brevemente le proprie frontiere con l’Algeria che, in risposta, impedì ai suoi cittadini di recarsi in Marocco.

Oltre a questo, però, Marocco e Algeria sono accomunati da molte cose, come la religione, la lingua e molti aspetti della cultura.

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