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I precari di Anpal Servizi a TPI: “L’azienda non riconosce il nostro sindacato, violato diritto costituzionale”

La protesta degli addetti incaricati di seguire la Fase 2 del reddito di cittadinanza

Di Charlotte Matteini
Pubblicato il 18 Set. 2019 alle 15:22 Aggiornato il 19 Set. 2019 alle 11:29
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Appare sempre più difficoltosa la situazione degli storici precari di Anpal Servizi, l’agenzia per le politiche attive del Ministero del Lavoro che dovrà occuparsi della cosiddetta Fase 2 del reddito di cittadinanza, ovvero il ricollocamento nel mondo del lavoro dei beneficiari della misura. Da molti anni, in Anpal lavorano centinaia di precari storici (654 per la precisione) assunti con co.co.co o contratti a tempo determinato e rinnovati di anno in anno a seconda delle esigenze.

L’organico di Anpal, complice proprio l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza, è stato rimpinguato con l’assunzione, sempre con contratti di collaborazione, di migliaia di navigator voluti dall’ex ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Attualmente Anpal è la società di proprietà pubblica con il maggior numero di precari di tutta Europa.

I precari storici di Anpal Servizi da mesi si battono per discutere del piano di stabilizzazioni con i vertici dell’agenzia, ma al momento nessuno sembra volersi occupare della faccenda. Con il cambio di guardia al Ministero del Lavoro, ora guidato dalla pentastellata Nunzia Catalfo, sembrava essersi rimesso in moto qualcosa. Ma, nonostante il ministro abbia acconsentito a incontrare la rappresentanza sindacale interna di Anpal Servizi, ai precari dell’agenzia viene negato il riconoscimento del neonato sindacato Clap nonché la sala per lo svolgimento di assemblee sindacali nazionali dall’amministratore della società, Mimmo Parisi, nominato dal governo Lega-M5S su proposta della componente pentastellata dell’esecutivo.

“Come coordinamento precari di Anpal Servizi abbiamo di costituirci in sindacato per avere più strumenti a disposizione per la nostra vertenza e abbiamo aperto una Camera del lavoro autonomo e precario (Clap) all’interno dell’azienda. Il problema è che l’amministratore unico di Anpal Servizi, Mimmo Parisi, non vuole riconoscerci e ci ha negato la sala per l’assemblea sindacale nazionale”, spiegano i precari di Anpal a TPI.

“Il 16 settembre si sarebbe dovuta svolgere, nella Sala Biagi di Anpal Servizi, un’assemblea sindacale aperta a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, e convocata dalle Camere del Lavoro Autonomo e Precario (Clap), organizzazione Sindacale che, in forza delle robuste adesioni raccolte negli ultimi mesi, è inequivocabilmente tra quelle maggiormente rappresentative in azienda”, raccontano dal Coordinamento precari di Anpal Servizi.

“L’amministratore unico, Mimmo Parisi, anche questa volta di fatto non ha autorizzato l’utilizzo della Sala. Dopo ben tre richieste, inoltre, i nostri rappresentanti non sono ancora stati convocati”. Una situazione assolutamente paradossale, visto che la rappresentanza sindacale interna è considerata degna di interlocuzione dal capo del ministero che di fatto detiene la proprietà dell’agenzia per le politiche attive.

“Siamo dinanzi a una evidente lesione dei diritti costituzionalmente garantiti, che assicurano la libertà di associazione sindacale come diritto inviolabile delle lavoratrici e dei lavoratori. Riteniamo che l’agibilità sindacale dei tanti iscritti delle CLAP presso ANPAL Servizi, tanto precari che dipendenti, non possa esser in nessun modo messa in discussione”, concludono i rappresentanti dei lavoratori, annunciando che l’assemblea sindacale si svolgerà comunque il prossimo 23 settembre, dalle 13.00 alle 14.00, sotto la sede centrale di Anpal a Roma.