“Noi, precari chiamati a formare altri precari”: i lavoratori di Anpal Servizi scrivono alla ministra Catalfo

La lettera degli addetti chiamati a istruire i navigator. E la ministra li convoca per il 24 settembre

Di Charlotte Matteini
Pubblicato il 12 Set. 2019 alle 17:42 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 17:57
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Immagine di copertina
Un corteo di protesta di navigator della Campania, agosto 2019. Credit: ANSA/CESARE ABBATE

Reddito di cittadinanza, i precari di Anpal scrivono alla ministra Catalfo

Cambia il governo, ma gli storici precari di Anpal Servizi, l’agenzia per le politiche attive del Ministero del Lavoro, si trovano ancora a combattere per vedersi riconosciuto il diritto alla stabilizzazione. La cosiddetta “fase due” del reddito di cittadinanza – che prevede il ricollocamento dei beneficiari della misura attraverso un percorso formativo e l’individuazione di una serie di offerte lavorative – è ormai iniziata e proprio i lavoratori di Anpal Servizi costituiscono l’ossatura fondamentale per l’erogazione di questa necessaria prestazione.

Il reddito di cittadinanza, infatti, viene erogato ai disoccupati che rientrino nei parametri di legge a fronte di un impegno ad accettare una nuova occupazione che permetta loro di rendersi economicamente autonomi e indipendenti. A questo scopo sono stati assunti anche migliaia di “navigator” che dovranno coadiuvare i precari di Anpal Servizi nel percorso.

Reddito di cittadinanza, navigator e precari

I lavoratori di Anpal Servizi da moltissimi anni si occupano del ricollocamento dei disoccupati, da ben prima che il reddito di cittadinanza venisse introdotto, e saranno proprio loro a dover formare e guidare i “navigator” in questa nuova avventura professionale. Nonostante i lavoratori di Anpal Servizi siano il perno fondamentale delle cosiddette “politiche attive” e nonostante siano dei professionisti con alle spalle ormai svariati anni di lavoro per l’agenzia, sono tutt’ora, per la maggior parte, precari a co.co.co.

Da anni ormai le rappresentanze sindacali interne richiedono ad Anpal e Ministero del Lavoro la stabilizzazione delle centinaia di lavoratori precari – un bilancio che si è andato ad aggravare con l’assunzione di ulteriori migliaia di “navigator” assunti sempre con co.co.co – ma finora le istanze avanzate sono rimaste lettera morta. Complice il cambio ai vertici del Ministero del Lavoro, passato da Luigi Di Maio a Nunzia Catalfo, autrice della legge che ha istituito il reddito di cittadinanza, i lavoratori di Anpal Servizi sono tornati a chiedere la stabilizzazione della forza lavoro e hanno annunciato una mobilitazione per il prossimo 26 settembre.

Anpal Servizi, la lettera dei precari alla ministra

“Egregia Ministra, siamo i precari di Anpal Servizi che hanno animato nell’ultimo anno una determinata mobilitazione per le stabilizzazioni di 654 lavoratori. Vista la Sua esperienza professionale nei servizi per il lavoro, sa benissimo che un sistema basato sulla precarietà dei diritti degli operatori non può che produrre precarietà dei servizi per gli utenti”, si legge nella lettera inviata al neo-ministro Catalfo. “Servizi non qualificati e sottodimensionati che non sono in grado di dare risposte a disoccupazione giovanile, intermittenza contrattuale, assenza di tutele, bassi salari che caratterizzano le biografie dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza, dei riders, dei lavoratori vittime di crisi aziendali, per citare
alcuni casi emblematici”.

“È opportuno sottolineare che il piano presentato dall’A.U. Domenico Parisi (presidente Anpal, ndr) nell’incontro al Ministero del Lavoro del 25 luglio prevede l’assunzione a tempo indeterminato esclusivamente di 400 su un totale di 654 operatori precari. Un fattore di discriminazione insopportabile che è fonte di enorme preoccupazione in una comunità professionale già scossa dalla mancanza di risposte da parte dell’azienda ai 27 lavoratori con contratti a tempo determinato scaduti dal luglio 2018“.

precari anpal

“Viste le premesse e gli obiettivi del Decreto Dignità speravamo di assistere alla trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato e non a veri e propri esuberi di decine di unità di personale”, prosegue la lettera. “Un’assenza di prospettiva per decine di lavoratori con contratti scaduti o in scadenza nei prossimi mesi proprio nello stesso periodo in cui è stata attuata l’assunzione di migliaia di navigator che hanno trasformato Anpal Servizi nella società di proprietà pubblica con il maggior numero di precari d’Europa”, concludono i precari di Anpal Servizi.

L’appello dei lavoratori di Anpal Servizi sembra aver trovato un primo riscontro: la ministra Catalfo ha infatti risposto alla missiva convocando il Coordinamento dei precari Anpal Servizi e le Camere del Lavoro Autonomo e Precario ad un incontro per il 24 settembre.

“Accogliamo con piacere questo invito e certamente apprezziamo il segnale di disponibilità al dialogo. La lotta dei precari di Anpal Servizi prosegue in modo determinato da oltre un anno ed in questo periodo abbiamo strappato molti incontri istituzionali. Nessuno realmente risolutivo. Il dialogo fine a se stesso non risolve i problemi”, spiegano da Anpal Servizi.

“Ci auguriamo che questo incontro possa segnare un reale cambio di passo e l’apertura di soluzioni concrete per tutti i 654 precari, alcuni in imminente scadenza, che attendono un contratto a tempo indeterminato, compresi i 27 colleghi a tempo determinato che nell’ultimo anno hanno perso il lavoro”, concludono i precari di Anpal, sottolineando che per ora lo stato di agitazione indetto per il prossimo 26 settembre rimane in essere e potrà essere revocato solo in seguito all’incontro con il ministro, qualora dovesse rivelarsi costruttivo.

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