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Lavoratori Bekaert in presidio di fronte al Mise in occasione del tavolo di trattative tra sindacati, istituzioni e azienda

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Credits: Facebook/I lavoratori Bekaert sono io

Lavoratori Bekaert in presidio di fronte al Mise

Dalle 10 di questa mattina i lavoratori dell’azienda belga Bekaert di Figline Valdarno, in provincia di Firenze, sono in presidio di fronte al ministero dello Sviluppo economico (Mise) dove si sta svolgendo l’incontro tra i sindacati, le istituzioni e la società.

La fabbrica è stata inaugurata nel 1959 dalla Pirelli e per oltre sessant’anni ha prodotto cordini di acciaio destinati principalmente alla costruzione di pneumatici per auto. Nel 2014 viene ceduta alla multinazionale belga Bekaert. Nell’accordo di acquisizione il tetto massimo dei licenziamenti è fissato al 15 per cento e nel 2015 lasciano l’azienda i primi 50 dipendenti.

Quattro anni dopo l’azienda ha annunciato la chiusura del sito produttivo e lo scorso 11 ottobre è stata avviata la procedura di licenziamento per 200 dei 318 dipendenti totali. L’azienda predilige infatti gli stabilimenti in Slovacchia e in Romania dove il costo del lavoro risulta più basso.

Dopo mesi di protesta i lavoratori riescono a ottenere il prolungamento della cassa integrazione e dell’ammortizzatore sociale per tutto il 2019, ma la scadenza del 31 dicembre è ormai molto vicina.

“Per questa ragione chiederemo di conoscere non solo quali novità ci sono per la reindustrializzazione dello stabilimento e la ricollocazione di tutti gli operai, ma anche l’impegno del governo per la proroga della cassa integrazione”, si legge in un comunicato della Fiom. “Al ministero dello Sviluppo economico chiediamo impegni concreti, poche cose ma fondamentali: che siano prorogati degli ammortizzatori sociali, perché per valutare gli interessamenti è necessario avere tempo; che il governo valuti e si faccia garante della solidità industriale e finanziaria dei soggetti che presenteranno un piano industriale per la riorganizzazione dello stabilimento di Figline Valdarno”.

Il presidio si inserisce nell’ambito della mobilitazione dei metalmeccanici di Fim, Fiom e Uilm, che hanno proclamato per oggi due ore di sciopero generale con assemblee nei luoghi di lavoro.

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