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Anna Finocchiaro e Nadia Urbinati: “L’assenza di donne nelle istituzioni è sintomo della democrazia malata” | VIDEO

Di TPI
Pubblicato il 18 Mar. 2021 alle 19:33 Aggiornato il 18 Mar. 2021 alle 19:44
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Dialogo tra Nadia Urbinati e Anna Finocchiaro | VIDEO

Nell’ambito dell’appello sul futuro della sinistra “La forza della Ragione e il coraggio della politica” [Leggi qui], lanciato da Nadia Urbinati, Stefano Bonaga e Pietro Ignazi e dello spazio di dibattito virtuale Discutiamo! aperto su TPI, pubblichiamo il video della conversazione tra Nadia Urbinati, politologa della Columbia University e Anna Finocchiaro, magistrato, ex parlamentare ed ex ministra per le Pari Opportunità, prima capogruppo della storia del Pd in Senato.

Discutiamo: il futuro della sinistra | Leggi tutti gli interventi

“La misera presenza delle donne nelle istituzioni elettive e decisionali è un sintomo di malessere della democrazia, e del partito della sinistra”: questo uno dei messaggi al centro del dibattito, organizzato ieri dal Centro Studi di Alfredo Reichlin e moderato da Cinzia Dicorato e Angela Rizzi.

Per Urbinati “la condizione delle donne è indicativa dello stato di Salute del sistema socio-politico“. “Se la democrazia sta male, questo è uno dei sintomi”, afferma la politologa. Per questo “dovremmo cercare di capire perché la presenza delle donne è segno di una maggiore salute nel sistema, perché è utile e positivo”.

“Il Parlamento è una specie di specchio del Paese, rappresenta una pluralità di idee. Pluralità di genere vuol dire pluralità di prospettive, diversità cognitiva, che è anche diversità di sensazioni, esperienze e conoscenze diverse a seconda della propria esperienza. Per questo avere più donne è efficace è positivo, perché produce a una diversità di visioni”.

Secondo Anna Finocchiaro “le donne nei partiti politici e in particolare nel Pd non hanno interesse e convenienza ad assecondare la logica alla cooptazione ma hanno interesse a partire dalla propria autorevolezza, sulla quale bisogna lavorare, e lavorare tanto”. “Ho sempre cercato di costruire la mia forza politica sulla autorevolezza, sulla competizione. Conosco donne del partito che hanno le qualità per strutturare la loro forza politica e per fare una battaglia”, afferma. L’invito del dibattito è quello a “prendere sul serio l’appello alla verità di Enrico Letta e denunciare l’ostracismo delle donne”.

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