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Home » Cultura

Global House of Friendship and Hope ad Assisi: un’attrazione spirituale per tutti

Immagine di copertina
La Global House of Friendship and Hope ad Assisi. Credit: Dario Helman

Nella città umbra è nata una nuova attrazione spirituale di livello internazionale rivolta a tutti e dedicata all’incontro tra le religioni. Un’esperienza immersiva nel segno dello ‘Spirito di Assisi’, tra amicizia, dialogo, spiritualità e speranza

La Global House of Friendship and Hope è stata sviluppata dall’Elijah Interfaith Institute, fondato e diretto dal rabbino Alon Goshen-Gottstein, che da oltre trent’anni promuove il dialogo tra leader religiosi, studiosi e comunità appartenenti a diverse tradizioni.
Situata a Santa Maria degli Angeli, nel cuore del territorio di Assisi, la Global House ha aperto il 6 agosto 2026, in occasione della visita di Papa Leone XIV. Durante la sua permanenza, il Papa ha incontrato brevemente il rabbino Alon Goshen-Gottstein, esprimendo il proprio sostegno alla Global House e assicurando la sua preghiera per questo luogo dedicato alla trasformazione personale, all’incontro e alla ricerca di significato.
L’inaugurazione dello scorso 6 agosto rappresenta il primo capitolo di un progetto più ampio, destinato a svilupparsi ulteriormente nei prossimi anni. In vista del 40° anniversario del primo incontro interreligioso di preghiera convocato da San Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986, la Global House sarà inoltre presentata alle centinaia di rappresentanti attesi da tutto il mondo per celebrare quella svolta nelle relazioni tra le religioni che oggi conosciamo come Spirit of Assisi.
«Abbiamo bisogno di luoghi di luce che possano crescere fino a vincere l’oscurità», afferma il rabbino Alon Goshen-Gottstein. «La Global House è nata dalla consapevolezza che la preghiera, l’amicizia e l’incontro tra le religioni possano aprire nuove possibilità proprio là dove la politica e le divisioni sembrano non riuscire a farlo»

Lo Spirit of Assisi diventa un’esperienza aperta a tutti
La scelta di Assisi non è casuale. Da secoli la città di San Francesco rappresenta un luogo simbolico di incontro tra culture e tradizioni religiose: dall’incontro tra San Francesco e il Sultano al-Malik al-Kamil nel 1219 alla Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace convocata da Giovanni Paolo II nel 1986, Assisi ha costruito una storia particolare di dialogo interreligioso. Proprio quell’incontro del 1986 diede origine a ciò che è stato definito lo ‘Spirito di Assisi’.
La Global House raccoglie oggi questa eredità e la porta al grande pubblico. Un’esperienza che per lungo tempo è stata vissuta soprattutto da leader religiosi, studiosi e operatori del dialogo interreligioso diventa così accessibile a tutti. I visitatori sono invitati a entrare in contatto con ciò che è frutto di trent’anni di esperienza, saggezza, amicizia e spiritualità e a lasciarsi ispirare da questi incontri nella propria vita quotidiana.
La Global House of Friendship and Hope nasce, come detto, dall’attività nel campo dell’educazione interreligiosa, dell’incontro e della costruzione di reti internazionali dell’Elijah Interfaith Institute che porta ad Assisi una straordinaria esperienza nel campo della formazione spirituale e accademica, insieme a una rete internazionale di studiosi e leader religiosi.
È, al tempo stesso, un progetto internazionale — capace di portare in Umbria competenze, relazioni e risorse provenienti da tutto il mondo — e un’iniziativa profondamente legata allo spirito francescano e all’identità di Assisi.
Lo Spirit of Elijah si unisce così allo Spirito di Assisi, rivolgendosi sia a un pubblico ampio, che può lasciarsi ispirare dall’esperienza, sia a gruppi e comunità specializzate che potranno raggiungere la Global House per attività di studio, dialogo e incontro.
«Il primo mese di apertura della Global House è stato straordinario», racconta il rabbino Alon Goshen-Gottstein. «Abbiamo accolto singoli visitatori e gruppi. La reazione è stata unanime: si tratta di un’esperienza unica e potente, che lascia il visitatore profondamente coinvolto. Come molti ci hanno detto: non si può neppure immaginare ciò che si prova, finché non la si è visitata e vissuta».

Un viaggio immersivo tra storia, spiritualità e dialogo
Il percorso espositivo multimediale, progettato e realizzato da Karmachina in collaborazione con Marina Cinciripini, accompagna i visitatori in un’esperienza immersiva dedicata alla preghiera, all’amicizia tra le religioni nel mondo e alla trasformazione interiore.
La mostra racconta e celebra oltre trent’anni di attività dell’Elijah Interfaith Institute: dalle iniziative dedicate alla conoscenza reciproca e alla costruzione di rapporti di amicizia tra le religioni fino ai percorsi educativi rivolti alle nuove generazioni.
Installazioni multimediali, ambienti contemplativi, testimonianze storiche e opere audiovisive costruiscono un percorso capace di coinvolgere mente, cuore e spirito e di invitare alla riflessione sul ruolo della spiritualità nella costruzione della pace.
Il viaggio ripercorre la nascita dello Spirit of Assisi, il valore dell’amicizia tra le diverse tradizioni religiose, la preghiera come patrimonio universale dell’umanità e gli insegnamenti di santi e grandi maestri spirituali appartenenti a tradizioni differenti.

Credit: Dario Helman

 

Il Giardino dei Santi
Al centro del progetto si trova il Giardino dei Santi, uno spazio concepito per il silenzio, la meditazione e la contemplazione.
Immerso tra i tigli, il giardino ospita totem dedicati alle preghiere e agli insegnamenti di santi appartenenti alle diverse tradizioni religiose. Musiche provenienti da culture e fedi differenti accompagnano il visitatore, creando un’atmosfera raccolta e contemplativa.
È uno spazio nel quale fermarsi, ascoltare e lasciare che l’esperienza della visita si trasformi in un momento personale di preghiera, meditazione e riflessione.

An Instrument of Your Peace: un’esperienza immersive di preghiera interreligiosa
A San Francesco è attribuita una preghiera molto amata. Essa parla del diventare strumenti di pace e del cammino di trasformazione interiore che prende forma attraverso l’amore, il perdono, la fede, la speranza e la gioia: aspirazioni che trovano espressione nelle preghiere delle diverse tradizioni religiose.
Ideata dal videoartista di fama internazionale Massimiliano Siccardi, questa installazione intreccia testi, voci e suoni di preghiera in un’esperienza immersiva. Le voci delle diverse tradizioni religiose si aprono a un comune orizzonte spirituale, entrando in dialogo tra loro.
La preghiera “An Instrument of Your Peace” (Uno strumento della tua pace) ne costituisce il filo conduttore, trovando profonde risonanze anche nelle altre fedi.

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Credit: Dario Helman

I visitatori saranno avvolti da immagini e voci in ebraico, sanscrito, pāli, arabo, gurmukhi e bosniaco. Accanto alle preghiere tratte dalle Sacre Scritture, l’installazione presenta anche preghiere composte da santi, molti dei quali abbiamo appena incontrato nel giardino.
La direzione musicale di “An Instrument of Your Peace” è di Luca Longobardi; la realizzazione dell’installazione è dello Studio Field A1.

“Questa esperienza è un attraversamento.
Dalla parola all’immagine.
Dall’immagine al racconto.
Dal racconto alla risonanza interiore.
L’opera non chiede allo spettatore di imparare.
Chiede di ascoltare
”  (Massimiliano Siccardi)

Ispirata alla celebre preghiera attribuita a San Francesco, l’installazione crea un dialogo tra immagini, musica e preghiera, offrendo al visitatore un’esperienza di 45 minuti immersivi nella bellezza, nella spiritualità e nella diversità religiosa.
Si tratta della prima installazione di questo genere al mondo. La sua forza non risiede soltanto nella dimensione estetica, ma soprattutto nella possibilità di accompagnare il visitatore verso un momento personale di preghiera e trasformazione interiore.

Il progetto di exhibition e multimedia design della Global House of Friendship and Hope
Per la Global House of Friendship and Hope, KARMACHINA, uno studio di multimedia design con sede a Milano, insieme a Marina Cinciripini, interior ed exhibition designer specializzata nella progettazione di spazi espositivi per la divulgazione culturale, firma un progetto di exhibition e multimedia design che interpreta il dialogo interreligioso attraverso un linguaggio spaziale essenziale, immersivo e contemporaneo.
Nella città di San Francesco, l’essenzialità guida ogni scelta progettuale: allestimenti, grafica, luce e contenuti multimediali valorizzano le testimonianze offerte e accompagnano l’esperienza dei visitatori, trasformando la visita in un tempo di ascolto, incontro e riflessione.
Materiali e tonalità che rimandano alla natura dialogano con la pietra dell’ex Hotel Porziuncola, mentre il progetto grafico, ispirato alla calligrafia manoscritta, richiama la tradizione delle sacre scritture. L’apparato multimediale completa con discrezione l’esperienza: ogni installazione contribuisce a una narrazione corale nella quale culture e fedi differenti trovano uno spazio condiviso di incontro e confronto.
Sviluppato con un approccio integrato, il progetto traduce in forma fruibile la visione promossa dall’Elijah Interfaith Institute: fare del dialogo un luogo da abitare, dove amicizia, approfondimento reciproco e speranza possano diventare opportunità concrete e condivise.

Informazioni per i visitatori
Global House of Friendship and Hope
Piazza Garibaldi 8
Santa Maria degli Angeli, Assisi
Periodo di apertura: 6 agosto 2026 – 6 gennaio 2028
Orari: tutti i giorni, dalle 10:00 alle 22:00
Informazioni e biglietti: disponibili sul sito ufficiale 
I prezzi sono indicativi; è prevista flessibilità in caso di specifiche esigenze e la gratuità per i residenti del Comune di Assisi.

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