Le motivazioni della Procura: “Piredda quella notte tese una trappola a Valentina Pitzalis”

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 4 Giu. 2020 alle 19:19 Aggiornato il 4 Giu. 2020 alle 19:42
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Immagine di copertina

Le motivazioni contenute nella richiesta di archiviazione del pm Gilberto Ganassi non lasciano spazio a molti dubbi: Valentina Pitzalis è stata vittima di tentato omicidio da parte del suo ex Manuel Piredda. Dopo anni di sospetti e un incidente probatorio, tutti i tentativi della famiglia di Piredda di riscrivere la storia di questa brutta vicenda, sembrano ormai arrivati alla fine. Non fu la Pitzalis a uccidere Manuel, ma Manuel le tese una trappola, le lanciò del liquido infiammabile addosso, diede fuoco al lei e ad alcune stanze, cadde a terra dopo aver respirato i fumi sprigionati nell’incendio e morì di asfissia.

“Può dirsi ragionevolmente certo che Manuel Piredda sia morto per una causa asfittica”, è scritto nelle motivazioni della richiesta di archiviazione. E – sebbene ammetta che non sia possibile determinare con certezza la causa dell’asfissia (il cadavere di Manuel fu riesumato dopo 6 anni dalla morte, quindi in uno stato di conservazione ormai pessimo) – il giudice afferma che a favore dell’ipotesi che Manuel abbia attirato la moglie in una trappola e che poi sia stato asfissiato dai fumi dopo averle dato fuoco sussistono numerosi elementi. In particolare, “L’assenza di segni di violenza sul corpo di Piredda non è compatibile con un’azione tesa al suo strangolamento” e “l’impronta sul muro di una mano destra sulla fuliggine è riferibile all’atto di accasciarsi a terra dopo che l’ambiente era già invaso da fumi”.

L’analisi dei messaggi che Manuel e Valentina si inviarono nelle ore precedenti il loro incontro a casa di Manuel per il pm non lascia invece alcun dubbio: “L’esame del contenuto degli sms ricevuti da Manuel Piredda dimostra che quest’ultimo esercitò un’azione tanto pressante quanto pretestuosa per ottenere la presenza della sua ex moglie quella stessa sera a casa sua”. Le dichiarazioni di Valentina risultano sempre coerenti e attendibili: “La ricostruzione cronologica dei fatti (della notte dell’agguato ndr) sembra confermare la versione di Valentina Pitzalis”.

Anche i dubbi sulla distribuzione delle ustioni sul corpo di Valentina appaiono fugati: “Quanto alle modalità di irrorazione con il liquido infiammabile, la Pitzalis riferì che Manuel Piredda le versò sul viso e sul capo del liquido infiammabile con un annaffiatoio, usato dall’alto verso il basso. Questo giustificherebbe la lesività subita prevalentemente al volto e agli arti superiori”.

Nella richiesta di archiviazione risulta anche che il pm Gilberto Ganassi abbia effettuato altre indagini su una serie di sospetti e accuse adombrate in un ulteriore esposto depositato dalla consulente della famiglia Elisabetta Sionis in cui viene ipotizzata addirittura la partecipazione della sorella di Valentina Pitzalis nell’organizzazione del supposto agguato a Manuel Piredda. Accusa inedita che si aggiunge ad una lunga lista di altre ipotesi piuttosto creative mosse dal team di avvocati di Roberta Mamusa, madre di Piredda, e dalla consulente criminologa (laureata in pedagogia) dall’inizio dell’incidente probatorio. Accuse e ipotesi che Ganassi, dopo attente verifiche e audizione di testimoni (alcuni dei quali hanno anche ritrattato le proprie dichiarazioni) ha ritenuto del tutto infondate.

I legali di Valentina Pitzalis, Adriana Onorato e Cataldo Intrieri, commentano così la richiesta di archiviazione: “Esprimiamo una viva soddisfazione per la richiesta della procura. Secondo noi l’esito dell’incidente probatorio era chiarissimo e condiviso dai consulenti della difesa e dello stesso pm che avevano denunciato un uso distorto del metodo scientifico da parte dei periti. Il pm ha anche ritenuto di indagare su una serie di infondate circostanze contenute in un esposto presentato dalla consulente dei Mamusa . Ora ci aspettiamo che il gip possa chiudere definitivamente una pagina dolorosa e mortificante che non andava riaperta. Ci auguriamo che i signori Mamusa desistano da un accanimento senza fondamento ma se insisteranno avremo modo di dimostrare come Valentina Pitzalis sia stata ingiustamente e senza motivo perseguitata .

Valentina Pitzalis preferisce commentare brevemente: “Sono felice, la fine dell’incubo sembra vicina ma aspetto la chiusura definitiva di tutta questa ingiusta vicenda. Solo allora potrò essere serena”.

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