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Vaccino, la terza dose sarà Pfizer e si farà dal medico. Incognita sui tempi

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Credit: Ansa

Il ministero sta lavorando a un piano nel caso in cui sia necessaria una terza dose di vaccino per i fragili. Sarà Pfizer e sarà somministrata dai medici di famiglia

Mentre prosegue la campagna vaccinale in Italia, che ha l’obiettivo di immunizzare l’80 per cento della popolazione entro la fine di settembre, il ministero della Salute inizia in questi giorni a lavorare al piano per la terza dose del vaccino anti Covid, che dovrà essere attuato nel caso in cui diventi necessaria questa nuova somministrazione. Il destino del Sars-Cov-2, infatti, potrebbe essere quello dell’endemizzazione: come accade per il virus influenzale, si presenterebbe leggermente diverso ogni anno, e rappresentare un pericolo soprattutto per anziani e malati. Per questo occorre prepararsi.

“Non sappiamo quanto durerà questo vaccino, ma ragioniamo come se durasse un anno”, ha detto ieri il commissario all’emergenza Figliuolo, parlando a Radio24. “Posso dire che abbiamo già opzionato di concerto con l’Unione europea, una quantità tale di vaccini, per coprire tutta la popolazione con un ulteriore dose ed anche con una robusta riserva”, ha aggiunto il generale, spiegando che “per la futura vaccinazione” l’idea è quella di “uno spostamento dagli hub agli ospedali, medici di base, farmacia, punti vaccinali aziendali”.

Secondo le anticipazioni pubblicate oggi su Repubblica, l’obiettivo del ministero è garantire la protezione delle persone a rischio: circa 20 milioni di italiani considerati fragili per età, patologia o perché svolgono un lavoro che li espone maggiormente al contagio. Si tratta delle fasce di popolazione che ormai conosciamo: gli anziani, dai 60-65 in su, e i fragili per motivi di salute, oltre agli operatori sanitari e alle forze dell’ordine.

Come sembrano confermare le parole di Figliuolo, il ministero sta lavorando per “uscire dalla logica dell’emergenza e passare a quella della programmazione” a partire proprio dalla campagna vaccinale per eccellenza che si svolge ogni anno nel nostro Paese: quella contro l’influenza. Per questo, come scrive il giornalista di Repubblica Michele Bocci, la campagna di vaccinazione, avverrà presso gli ambulatori di medici e pediatri di famiglia.

Una altro elemento importante riguarda la tipologia di vaccino: sembra quasi certo che ad essere utilizzato sarà Pfizer. L’Ue infatti ha già annunciato un accordo per l’acquisto di 900 milioni di dosi del farmaco per l’anno prossimo, mentre ha fatto sapere che non rinnoverà i contratti per l’acquisto dei vaccini a vettore virale, Astrazeneca e J&J.

Ma il grande nodo da sciogliere, a cui gli esperti proveranno a dare risposta nei prossimi giorni, è quello dei tempi: quando sarà opportuno somministrare la terza dose, se davvero ce ne sarà bisogno? La risposta dipende da un dato che non è ancora noto: ovvero dalla durata degli anticorpi generati dai diversi vaccini.

Una possibilità che agevolerebbe i medici di base, senza dubbio, potrebbe essere quella di somministrare la terza dose di vaccino anti-Covid insieme a quello antinfluenzale, con la campagna che di solito si svolge da novembre in poi. Ma dato che le prime persone sono state vaccinate contro il Covid a gennaio, e che la copertura dura almeno un anno, sarebbe troppo presto chiamarle in autunno. Probabilmente, la campagna dovrà essere spalmata su un arco temporale più ampio, anche se per il momento la scienza non ha ancora certezze.

Leggi anche: Vaccini, i tempi per l’immunità di gregge: il calendario regione per regione

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