Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Uccide a colpi di pistola genero e nuora e si costituisce: “Ho ammazzato anche lei? Non me lo ricordo”

Immagine di copertina

Uccide a colpi di pistola genero e nuora e si costituisce: “Ho ammazzato anche lei? Non me lo ricordo”

Da mesi si era convinto che i coniugi dei suoi due figli avessero una relazione. Un’assurdità secondo il resto della famiglia, che chiedeva a Raffaele Caiazzo di smettere. L’ultimo avvertimento era arrivato mercoledì scorso: se avesse continuato gli avrebbero impedito di vedere i nipoti. La mattina successiva, Raffaele Caiazzo ha risposto uccidendo genero e nuora.

La tragedia è avvenuta a Sant’Antimo, lo stesso paese da cui proveniva Giulia Tramontano: il giorno stesso del duplice omicidio il paese si stava preparando a scendere in piazza per una fiaccolata in ricordo della 29enne uccisa il 27 maggio scorso a Senago.

Caiazzo è arrivato alla casa della prima vittima in bicicletta, poco dopo le 6.30 di mattina. Il genero Luigi Cammisa, operaio di 29 anni, era appena uscito di casa per andare a lavoro. Lo ha raggiunto a pochi passi dalla sua abitazione e gli ha sparato lasciando il corpo a terra. “Mi hanno telefonato per dirmi: “Vai a vedere vicino alla chiesa, c’è tuo nipote a terra. Non avrei mai immaginato una cosa simile, era un ragazzo buono, un bonaccione, lavoratore”, ha detto a La Repubblica la zia materna della vittima, che ha lasciato due figli di 2 e 7 anni. “Oggi è capitato a mio nipote, qualche giorno fa a Giulia. Ma stiamo scherzando? La legge per mio nipote non c’è? Vorrà dire che ce la faremo noi”.

Caiazzo ha poi proseguito a piedi verso via Enrico Caruso dove viveva la nuora, Maria Brigida Pesacane, 24 anni. Al momento dell’omicidio, nell’appartamento dormivano anche i bambini di 2 e 4 anni. il figlio dell’assassino, anche lui operaio, era già uscito per andare a lavoro. “Riusciva soltanto a dire: ‘Me l’ha uccisa, me l’ha uccisa. È stato lui’”, ha raccontato una vicina a La Repubblica.

Dopo una fuga durata quasi cinque ore, Caiazzo si è costituito alla caserma di Gricignano. Nel corso dell’interrogatorio, durato fino alle sette di sera, ha confessato di aver ucciso il genero, sostenendo però di non ricordare di aver assassinato anche la nuora. “Dite che ho ammazzato anche lei? Non me lo ricordo”, le parole riportate. Il 44enne, che da tempo custodiva la pistola illegalmente, ha detto di non ricordare dove l’ha gettata. Il suo avvocato teme che possa togliersi la vita. “Ho capito che devo farla finita”, avrebbe ripetuto.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”