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“Mi hanno amputato braccia e gambe per un tumore inesistente”: la storia di Anna, che lancia il suo appello

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 11 Apr. 2019 alle 19:02 Aggiornato il 11 Apr. 2019 alle 19:02
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Immagine di copertina
Anna Lenori e Bebe Vio

La storia di Anna non è solo una storia di malasanità. È la storia di un dolore profondo che nessuno cancellerà mai. Anna ha 46 anni, due figli e arriva da Terni. A causa di una diagnosi errata, ha subito una operazione che le è costata l’amputazione degli arti inferiori e superiori.

Il 9 aprile Anna ha lanciato un appello sulla sua pagina Facebook: “Aiutatemi ad acquistare delle protesi”.

“Ciao, sono Anna ho 46 anni e più o meno un anno e mezzo fa ho avuto problematiche di salute (presto riuscirò a raccontarvi cosa) che mi hanno portato all’amputazione di gambe e braccia, immaginate la mia reazione quando mi sono svegliata dal coma in questa condizioni! Che presentazione vero?”, scrive la donna, in un atto di forza incredibile.

“Il desiderio di raccontarvi la mia storia nasce sopratutto perché vorrei aiutare e trasmettere speranza a chi, come me, ha avuto esperienze simili. Coraggio e speranza che a me ha dato la grande benissimo e Bebe Vio”, scrive ancora Anna.

Il Corriere della Sera ha intervistato la 46enne umbra che ha raccontato la sua storia drammatica: “Nel 2014 a Terni mi hanno asportato un polipo e all’ospedale di Terni tutti dicevano che fosse quasi sicuramente benigno. Ma all’esame istologico mi sento dire che invece era maligno, di un quarto grado infiltrante (gravissimo) e che era coinvolta tutta la vescica. Così sono andata al Regina Elena a Roma. Lì hanno ripetuto la prova dei vetrini e il risultato è stato lo stesso: quarto grado infiltrante”.

“Mi hanno asportato la vescica, l’utero e le ovaie. Ma l’esame istologico degli organi ha dato esito completamente negativo. Io mi sono ritrovata senza i miei organi e con una vescica artificiale, che mi ha provocato una serie di infezioni. A maggio 2017 il primo campanello d’allarme con un ricovero per fortissimi dolori addominali. Torno al Regina Elena dove cercano un tumore al peritoneo, esame istologico in laparoscopia dà esito negativo”, continua a raccontare la donna.

Poi i dolori tornano e così un’altra corsa in ospedale, dove Anna viene ricoverata per setticemia: “Sono stata in coma per 80 giorni, è iniziata la necrosi agli arti e sono stata portata in ritardo al centro grandi ustionati di Cesena, dove mi hanno asportato tutti e quattro gli arti”.

Ma Anna ha continuato a lottare. Le cure, però, sono troppo costose e così ha deciso di lanciare il suo appello su Facebook. “Dopo tante difficoltà riesco a camminare con le protesi, avrei bisogno però di protesi superiori di ultima generazione che l’Asl non fornisce. Il preventivo è talmente alto… non credo riuscirò mai ad avere quella somma (90mila euro). Ora non riesco a soffiarmi il naso a tenere un cucchiaio, ad appoggiarmi mentre scendo le scale”, scrive su Facebook.

“Con il mio braccio amputato invece mi trucco uso il telefono mi asciugo le lacrime. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno voluto dare un contributo e anche chi lo vorrà fare in futuro. Certo l’obiettivo è ambizioso ma non voglio perdere la speranza di poter prima o poi conquistare un minimo di autonomia. Grazie di cuore anche a chi mi dedica solo un pensiero!”.

Per sostenere Anna Leonori si può donare sul conto corrente di Banca Intesa San Paolo (IT20G0306914413100000001302).

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