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Trieste città solidale: i cittadini riportano al senzatetto coperte e maglioni per ripararsi dal freddo

Il gesto degli abitanti arriva dopo che il vicesindaco Polidori aveva gettato nella spazzatura i panni dell'uomo senza fissa dimora

Di Rossella Melchionna
Pubblicato il 6 Gen. 2019 alle 12:03 Aggiornato il 7 Gen. 2019 alle 14:05
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Immagine di copertina
(Immagine: Diego D'Amelio)

Le parole del vicesindaco di Trieste, il leghista Paolo Polidori – che aveva buttato in un cassonetto le coperte di un uomo senza fissa dimora, scrivendolo poi su Facebook nei primi giorni di gennaio 2019 – hanno indignato non solo il web ma anche gli abitanti della città friulana. Al punto tale che i cittadini si sono mossi per aiutare il senzatetto, al quale hanno portato coperte e maglie, ma anche cappelli, sciarpe e cuscini. Materiale con cui l’uomo potrà ripararsi dal freddo.

“Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo. Ti chiediamo scusa a nome della città di Trieste – si legge su un cartone adagiato a terra, pubblicato dal giornalista del Piccolo Diego D’Amelio su Twitter, accanto ai vestiti donati al senzatetto – P.S. In caso di mancato ritiro non gettare nulla, provvederemo al recupero entro domani, grazie”.

La reazione del vicesindaco di Trieste

Paolo Polidori, dopo il polverone che si è sollevato sui social (e non solo), ha commentato a Radio Capital: “A Trieste nessuno resta senza tetto sulla testa, non c’è mancanza di solidarietà, mi ero mosso in prima persona per lui: lo cercherò, voglio parlargli. Nel post (quello pubblicato da Polidori, ndr) non c’è riferimento a persone: sul clochard c’era un provvedimento di allontanamento e ho presunto che fosse andato via”.

Il leghista ha poi aggiunto: “È brutto sentirsi dare del razzista. Non lo sono”.

Che cosa aveva scritto Paolo Polidori su Facebook

Il vicesindaco di Trieste ha gettato nella spazzatura i panni usati da un uomo senza fissa dimora, probabilmente di origini romene, che si sposta continuamente in città. Dopo aver compiuto il gesto ha scritto sui social: “Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra… coperte, giacche, un piumino e altro. Non c’era nessuno, quindi presumo fossero abbandonati. Da normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città, li ho raccolti e li ho buttati, devo dire con soddisfazione, nel cassonetto: ora il posto è decente. Durerà? Vedremo! Il segnale è: tolleranza zero! Trieste la voglio pulita!”.

Il leghista, nel post rimosso, ha concluso: “Sono andato subito a lavarmi le mani. E adesso si scatenino pure i benpensanti, non me ne frega nulla!”.

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