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C’è un legame tra tamponi eseguiti in modo sbagliato e “falsi negativi”? Ecco perché potrebbe costarci caro

Il rischio che un tampone eseguito in maniera scorretta dia esito a un falso negativo potrebbe essere alla base di un certo numero di casi non diagnosticati, che quindi non rientrano nei conteggi ufficiali. Il parere del presidente dell'Ordine dei medici di Roma

Di Anna Ditta
Pubblicato il 18 Apr. 2020 alle 15:56
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A Bologna 1 test ogni 5 minuti con i tamponi drive-thru in automobile, in maniera sicura e rapida, 18 marzo 2020. ANSA/USL BOLOGNA

C’è un legame tra tamponi sbagliati e “falsi negativi”? Ecco perché potrebbe costarci caro

Non è un segreto che sia in Italia sia a livello internazionale ci siano stati dei casi “falsi negativi“, ovvero dei tamponi negativi su pazienti poi rivelatisi in realtà positivi al Coronavirus. Basti pensare ai pazienti dichiarati guariti e poi invece risultati di nuovo positivi ai test, di cui abbiamo avuto diverse notizie, oppure al caso del “paziente 1” in Calabria, di cui abbiamo già raccontato qui. Ma a cosa sono dovuti questi casi? Quanto conta la corretta esecuzione del tampone oro/nasofaringeo per la diagnosi di Covid-19? È possibile che una parte di questi casi sia dovuta a tamponi sbagliati?

Il rischio che un tampone eseguito in maniera scorretta dia esito a un falso negativo potrebbe essere infatti alla base di un certo numero di casi non diagnosticati, che quindi non rientrano nei conteggi ufficiali. Questo rischia di costarci caro, con pazienti che – ritenendo in buona fede di essere negativi dopo l’esito del test – potrebbero uscire di casa, ad esempio per recarsi al supermercato o in farmacia, e potenzialmente contagiare altre persone.

A sollevare il problema qualche giorno fa è stata Roberta Villa, giornalista laureata in medicina e specializzata in temi di salute. “Tutti in Lombardia conosciamo persone con sintomi evidenti di Covid-19, ma i cui tamponi risultano negativi”, ha scritto Villa in un post su Facebook, ricordando che la letteratura internazionale parla di “falsi negativi” quasi in un caso su tre. “Non sono sempre limiti del test, né, come sostiene qualcuno, segno che il virus è “sceso” tutto ai polmoni”, sottolinea. “In Italia purtroppo potrebbe essere che stia succedendo qualcosa di peggio. So che in Lombardia spesso ormai fanno solo il tampone nasale, evitando di fare il prelievo anche dalla bocca, probabilmente per aumentare il numero e accelerare i tempi. E per incrementare la capacità di testare la situazione sono state reclutate per l’esecuzione molte persone che non avevano mai fatto prima questa operazione apparentemente banale, ma che banale non è”, denuncia la giornalista.

“Tutte le persone con cui ho parlato, e in particolare Andrea Mangiagalli, che ringrazio per la segnalazione, mi hanno spiegato che, per avere valore, il prelievo dal naso deve essere eseguito spingendo il tampone verso il basso, per raggiungere appunto la faringe, non le cavità nasali”, prosegue il post, “Alcuni pazienti riferiscono invece che il bastoncino è stato spinto con forza verso l’alto”. Ad avallare questa modalità sarebbe anche il seguente disegno, pubblicato con le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità per la corretta esecuzione dei tamponi.

Per capire se questa modalità di esecuzione dei tamponi possa essere la ragione di un certo numero di “falsi negativi”, TPI ha contattato Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici (Omceo) di Roma. “Non possiamo sapere con certezza come vengano eseguiti tutti i tamponi, non abbiamo dei dati”, ammette il professor Magi. “Ritengo che più del 90 per cento sia eseguito correttamente, anche se sicuramente non tutti vengono fatti in maniera corretta, come accadeva anche prima dell’epidemia”, aggiunge. Esiste dunque la possibilità che un tampone eseguito in modo scorretto si trasformi in un falso negativo? “Certamente: se i tamponi non fossero fatti in modo corretto i risultati potrebbero essere contraddittori”, conferma Magi. “L’importante è farli bene, non possiamo pensare che vengano fatti in maniera non corretta”.

TPI ha chiesto al professore cosa succederebbe se fossero vere le segnalazioni di persone che parlano di un tampone eseguito solo nella cavità nasale con pressione verso l’alto e non verso il basso. Questo vorrebbe dire che il test è stato sbagliato? “Le persone vedono che è fatto verso l’alto perché si entra dalla narice e si sale indietro. Ma la cavità orale piega automaticamente anche il tampone, quindi la piccola cannuccia su cui c’è la parte di cotone o sintetica”, spiega Magi. “Il problema non è quello: il punto è che deve essere fatto correttamente sia nel naso sia in gola. Va fatto in narice destra, narice sinistra e gola. A Roma sono certo che siano stati fatti bene, perché tutti coloro che li fanno hanno seguito dei corsi di formazione, ritengo che anche in Lombardia sicuramente la maggioranza lo siano”, conclude.

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