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Home » Cronaca

A Predappio con la maglietta “Auschwitzland”, assolta dalle accuse di apologia di fascismo: “Il fatto non costituisce reato”

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Indossare una maglietta con la scritta “Auschwitzland” per i giudici del Tribunale di Forlì “non costituisce reato”: è stata assolta ieri Selene Ticchi, la ex militante di Forza Nuova (ora nel Movimento nazionale rete dei patrioti) che in occasione del raduno di Predappio del 28 ottobre 2018 mostrò sprezzante la t-shirt che nella grafica ricordava il logo di Disneyland ma al posto dell’iconico castello del parco divertimento di Parigi aveva il profilo del campo di concentramento in Polonia.

Era finita a processo per presunta violazione della Legge Mancino, che punisce frasi, gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitamento all’odio, l’incitamento alla violenza, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

La Procura aveva chiesto per lei una condanna a nove mesi e 600 euro di multa. “Siamo felici e soddisfatti”, ha commentato Ticchi a margine della sentenza. Si è difesa affermando che la maglietta fosse una protesta “contro chi lucra su luoghi dove sono avvenute tragedie, non solo Auschwitz”.

L’Anpi si era costituita parte civile nel processo. “Colpisce che, ancora una volta, l’ostentazione di condotte apologetiche non siano ritenute penalmente rilevanti quando, nel caso che ci occupa, si ridicolizza una delle vicende storiche più gravi e drammatiche vissute nel periodo della seconda guerra mondiale”, ha detto il vicepresidente nazionale e legale dell’Associazione, Emilio Ricci.

L’ex sindaco di Marzabotto e deputato del Pd Andrea De Maria si interroga: “Sinceramente non so cosa ci poteva essere di più evidente rispetto alla violazione della normativa vigente”.

Per il politico la sentenza è “un brutto segnale per il Paese e per i valori democratici”: “A maggior ragione mi sento impegnato a promuovere la proposta di legge, sottoscritta con altri colleghi alla Camera ed al Senato e condivisa con l’Anpi, per rendere più efficace il contrasto alla apologia del fascismo e del nazismo”.

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