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Scuola, manifestazioni contro il piano Azzolina per la riapertura: studenti, docenti e presidi in piazza | DIRETTA

Di Donato De Sena
Pubblicato il 25 Giu. 2020 alle 16:42 Aggiornato il 25 Giu. 2020 alle 20:03
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Immagine di copertina

Scuola, manifestazioni contro il piano Azzolina: diretta

Esplode la protesta del mondo della scuola iniziata dopo la pubblicazione di indiscrezione sulle linee guida della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per la riapertura degli istituti a settembre. Oggi, giovedì 25 giugno, in 60 città italiane contro il piano del governo scendono in piazza studenti, docenti e presidi.  Mentre l’opposizione attacca senza mezze misure l’esecutivo. L’appuntamento è fissato alle ore 18 in piazze da Nord a Sud, da Firenze a Ragusa, da Roma a Varese, da Palermo a Modena.

Protagonisti delle manifestazioni sono i presidi. È proprio sui dirigenti scolastici infatti che a settembre dovrebbe ricadere ogni responsabilità sulla riapertura. Secondo la bozza delle linee guida tracciate dal ministero dell’Istruzione saranno loro a dover reperire spazi extra, organizzare i turni degli ingressi e delle uscite dei ragazzi, smistare gli insegnanti e stringere accordi con le associazioni del terzo settore.

Studenti e docenti in piazza: la diretta delle manifestazioni

Qui gli aggiornamenti in diretta sulle manifestazioni del mondo della scuola:

Ore 20,05 – La manifestazione a Firenze, circa 200 persone in corteo nel centro – “Con oggi si apre una mobilitazione nazionale permanente finché le linee guida non saranno ritirate”. Lo ha detto Costanza Margiotta, docente di filosofia del diritto all’Università di Padova, promotrice di ‘Priorità alla scuola’ nazionale parlando alla manifestazione di Priorità alla scuola a Firenze, che ha richiamato circa 200 persone davanti alla Biblioteca Nazionale in piazza dei Cavalleggeri; da qui il corteo si è spostato in piazza Santa Croce, dove i manifestanti hanno composto, non senza difficoltà, la scritta umana “riaprite”. Al corteo insegnanti, precari, personale ata e molti genitori con bambini, tutti con le bandiere colorate “Noi scuola Firenze”, insieme agli striscioni di Flc Cgil, Cobas, e della rete Collettivi di Firenze.

Ore 20,00 – Fp Cgil, nidi non pervenuti in linee guida per settembre – “Nidi assolutamente non pervenuti nelle linee guida, enormi carenze di personale, nel pubblico come nel privato, urgenza di misure per la tutela della salute e della sicurezza, dei lavoratori e dei bambini. Su questi tre elementi c’è bisogno di risposte urgenti, senza le quali siamo pronti alla mobilitazione”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil, in riferimento al dibattito sulle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre, nello specifico per quanto riguarda il segmento 0-3.

Ore 19,05 – La manifestazione a Roma: “Più soldi e fine Dad” – A Roma la manifestazione contro le linee guida del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina per la ripartenza è iniziata in piazza San Silvestro. Sono presenti circa 300 persone, giornalisti esclusi. Ci sono insegnanti e anche alcuni ragazzi e bambini. Le mascherine indossate correttamente prevalgono, ma ci sono anche alcune abbassate, tenute sul mento. Sventolano bandiere dei Cobas e della Rete degli studenti medi. Da due grandi altoparlanti viene diffusa della musica. Si legge su uno striscione: “Precari scuola in lotta”. Su un altro: “Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. “Linee guida? No, grazie!”, è il titolo di un volantino distribuito ai partecipanti.

Ore 19,00 – La manifestazione di Genova: “Linee guida contro vera ripartenza” – Tanti in piazza anche a Genova. I manifestanti si sono dati appuntamento davanti alla prefettura per esprimere il proprio scontento nei confronti di un documento che “in bozza, ci ripropone tutto quello contro cui lottiamo da fine aprile”, dice la portavoce, Ingrid Gallo. “Dopo un periodo di grave sofferenza per i bambini e i ragazzi, ma anche per insegnanti e genitori, speravamo che la scuola potesse riacquisire la propria dignità e centralità – ha spiegato – e che la crisi potesse trasformarsi in un’occasione di cambiamento, con forti investimenti sull’edilizia scolastica e sull’assunzione di docenti e personale Ata. Questo avrebbe consentito la gestione di studenti in piccoli gruppi, in sicurezza”. Ma questo non si è verificato. Anzi, nelle linee guida contenute nella bozza, si parla di “didattica ibrida, esternalizzazione del tempo scuola al terzo settore, classi spezzettate in ipotetici gruppi di apprendimento”, ovvero “tutto quello contro cui lottiamo da aprile” rimarca Gallo, aggiungendo che “i servizi 0-3 anni sono completamente dimenticati e la prevenzione sanitaria demandata al documento del comitato tecnico scientifico di fine maggio”.

Ore 18,55 – Furlan (Cisl): “Protesta giusta, servono investimenti” – “No ad una scuola dimezzata. Il Governo sia più responsabile. Fanno bene tutte le componenti della comunità scolastica a protestare: serve un’alleanza tra sindacati, famiglie e studenti sui temi dell’istruzione. Non si possono riaprire le scuole senza le garanzie dei necessari investimenti per gli edifici scolastici e per maggiore personale”. È quanto scrive su Twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, sulle manifestazioni in tante città italiane sulle linee guida  per riapertura delle scuole.

Ore 18,30 – Gli insegnanti: “Scuola non sia a distanza, si torni alla normalità” – Stefano Beltrame, coordinatore Gilda Bologna, spiega: “Siamo critici sulle linee guida per la riapertura, temiano che alla ripresa non ci sia la presenza di tutti. Si cerca di mettere insieme la presenza con la sicurezza, questo è indubbio, però il requisito deve essere che la scuola sia presente e non a distanza, perché la distanza abbiamo visto non è uniforme, non raggiunge tutti: ci sono quelli che non vengono raggiunto affatto, ci sono quelli che non vengono ‘toccati’ come chi ha forme di disabilità o disagio, rimasti in questo periodo un può abbandonati a se stessi”. “La richiesta è che si torni alla normalità della scuola, anche se in questo periodo la normalità può sembrare la luna”.

Ore 18,25 –  I sindacati: “Servono risorse straordinarie, personale adeguato, assunzione di precari, investimenti” – Susy Bagni, di Scuola Cgil Bologna, parla di protesta”per chiedere risorse straordinarie, personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola;  assunzione dei docenti precari dalle graduatorie provinciali, investimenti strutturali per l’edilizia scolastica; prevenzione sanitaria nelle scuole con l’eliminazione delle ‘classi pollaio’. Genitori e insegnanti non vogliono invece, tra le altre cose,  la riduzione del tempo scuola e le esternalizzazioni (tutto lavoro precario) per completare il tempo scuola”.

Ore 18,25 – La manifestazione a Bologna: “In presenza, mai più senza” – “Sciatteria intollerabile: scuola in presenza, mai più senza”, “Ci rubano la scuola”, firmato una cittadina sdegnata. Con questi a altri cartelli, genitori e insegnanti insieme, per chiedere risorse per poter ripartire a scuola in sicurezza a settembre, dopo l’emergenza Coronavirus. Protesta con tanto di spostamento in fila indiana a Bologna “Perchè la scuola sia un luogo ri-aperto, migliore, accogliente e sicuro per tutti”, a partire da piazza XX Settembre dalle ore 18, arrivare alle 19 in piazza VIII Agosto e poi concludere attorno alle 20 sotto l’Ufficio Scolastico regionale,in Via dè Castagnoli.

Sono tante le sigle che hanno aderito alla manifestazione: Cinnica – Libera consulta per una città amica dell’infanzia Coalizione Civica,  Bologna Rete Bessa Cobas,  Scuola Bologna , Bologna Possibile, Comitato Scuola e Costituzione Bologna, Diritto alla scuola, FLC CGIL Bologna, Cesp Bologna, Sgb – Sindacato Generale di Base Coordinamento precari/e della scuola di Bologna e Modena, Coordinamento Presidenti Consigli d’Istituto, Comitato Lip Bologna, Link Bologna (presenti anche gli universitari).

Ore 16,40 – Le richieste di Anci e Upi: “Fondi e personale” – Anci e Upi, fondi e personale o no intesa su Piano – Comuni, Province e Città metropolitane al governo chiedono “risorse per fare gli interventi necessari ad assicurare la sicurezza nelle scuole e abbiamo bisogno di personale, altrimenti non saremo in grado di assicurare i servizi educativi. Senza queste risposte, che sono essenziali per permettere la riapertura delle scuole, Anci e Upi non potranno dare intesa sul Piano scuola”. Lo hanno dichiarato il Presidente di Anci Antonio Decaro e il Presidente di UPI Michele de Pascale al termine della seduta della Conferenza Unificata nella quale non si è discusso del Piano Scuola 2020-21, rinviato a domani in una riunione straordinaria. Anci e Upi chiedono che le loro richieste “siano trasformate in emendamenti del Governo al decreto Rilancio per assegnare in maniera diretta a Comuni, Province e Città metropolitane i 400 milioni previsti per il 2020 nel fondo Covid-19 del Ministero dell’Istruzione e norme per il rafforzamento degli organici degli educatori, degli insegnanti e del personale ausiliario anche  attraverso assunzioni del personale per i servizi scolastici a tempo determinato”.

Ore 16,35 – Rinviato l’esame delle linee guida, domani Conferenza Stato-Regioni – La Conferenza Stato-Regioni ha chiesto un rinvio per discutere le linee guida della ripresa della scuola a settembre. Una nuova riunione della Conferenza è prevista per domani, venerdì 26 giugno.

Ore 16,30 – Conte: “Lavoriamo per aprire scuole in sicurezza” – Sul confronto in corso è intervenuto anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Stiamo lavorando per consentire a tutti i nostri ragazzi di tornare a scuola a settembre, in presenza e nella massima sicurezza”, ha detto il premier al Tg1.

Cosa prevedono le linee guida

Le misure per la ripresa dell’attività scolastica sono contenute nella bozza del Piano scuola 2020-2021. Tra le linee guida ci sono la frequenza scolastica in “turni differenziati”, la “riconfigurazione della classe in più gruppi di apprendimento”, l'”articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso”, l’estensione del tempo scuola settimanale alla giornata di sabato, ove non già prevista, su delibera degli organi collegiali competenti. L’attività didattica a distanza resterà ma solo in misura marginale e solo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, dove “le opportunità tecnologiche, l’età e le competenze degli studenti lo consentono”.

A manifestare sono genitori, insegnanti, precari, Aec, studenti e bambini del Comitato priorità alla scuola e oltre 48 organizzazioni a carattere nazionale scendono in piazza per chiedere che la ripartenza delle attività didattiche salvaguardi salute, sicurezza e diritto allo studio

Lo scontro

Il piano per la scuola ha generato un malcontento diffuso. La Gilda degli Insegnanti definisce inadeguate e pericolose le linee guida della ministra dell’Istruzione per le riaperture in presenza a settembre. Il coordinatore nazionale Rino Di Meglio ha dichiarato: “Il piano elaborato da viale Trastever risulta del tutto inadeguato a garantire che il rientro in aula tra due mesi avvenga in sicurezza. Tutte le elucubrazioni sui possibili accorpamenti delle discipline e delle classi e sulla riduzione dell’orario di lezione non cambiano il risultato finale, cioè non evitano l’impoverimento dell’offerta formativa, impedendo, di conseguenza, agli studenti di godere pienamente del diritto all’istruzione”.

Paola Serafin, componente della segreteria Cisl Scuola, dopo l’incontro tra sindacati e ministra ieri ha dichiarato: “L’incontro è stato interlocutorio e al momento la nostra è una sospensione di giudizio perché allo stato attuale mancano elementi fondamentali per programmare in modo efficace la ripartenza della scuola a settembre”.

Duro Matteo Salvini. Il leader della Lega nel corso di una diretta Facebook da Avezzano, in Abruzzo, ha dichiarato: “Abbiamo un ministro che non dovrebbe neanche occuparsi della pulizia delle aule delle scuole”. E ancora: “Una che vuole separare i bambini con il plexiglass, una che dovrebbe essere curata, altro che ministro dell’Istruzione”. Salvini insieme ai parlamentari della Lega, è stato protagonista oggi anche di un blitz sotto il Ministero dell’Istruzione “per chiedere, a nome di studenti, insegnanti e famiglie, chiarezza sul futuro dei nostri figli”.

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