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È morta a 96 anni la giornalista Rossana Rossanda

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 20 Set. 2020 alle 11:15 Aggiornato il 20 Set. 2020 alle 11:30
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Immagine di copertina
Rossana Rossanda. Credit: ANSA

È morta a 96 anni la giornalista Rossana Rossanda, cofondatrice del quotidiano Il Manifesto. Si è spenta nella notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre a Roma. “Ricorderemo la nostra fondatrice sul giornale in edicola martedì”, scrive in una nota la redazione de Il Manifesto.

Istriana di nascita, cresciuta a Milano, Rossanda durante la Seconda Guerra Mondiale partecipò alla Resistenza come partigiana. Dopo la Liberazione, si iscrisse al Partito Comunista Italiano, di cui divenne ben presto un’importante dirigente. Nel 1963 fu eletta alla Camera.

Negli anni Sessanta Rossanda si distinse nel Pci per le sue posizioni molto critiche nei confronti dell’Unione sovietica. Nel 1969 – insieme, tra gli altri, a Luigi Pintor, Lidia Menapace e Luciana Castellina – partecipa alla fondazione del quotidiano Il Manifesto, giornale rappresentativa della corrente movimentista interna al Partito comunista.

Le durissime critiche rivolte dall’ala de Il Manifesto all’invasione sovietica della Cecoslovacchia portarono all’espulsione di Rossanda e altri dal Pci. Il Manifesto si costituì successivamente come movimento politico, che nel corso degli anni Settanta si alleò con diverse formazioni della sinistra movimentista.

Rossanda ha continuato a scrivere per il quotidiano comunista fino al 2012.

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