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Visite a domicilio ai pazienti Covid, replica del San Raffaele: “Costo inferiore a normale visita in ospedale”

L'ospedale milanese replica alla polemica sui costi per il servizio di assistenza domiciliare per Covid

Di Anna Ditta
Pubblicato il 16 Nov. 2020 alle 18:19 Aggiornato il 16 Nov. 2020 alle 18:35
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Immagine di copertina
Ospedale San Raffaele

L’ospedale San Raffaele di Milano replica alla polemica nata sulle tariffe del servizio di assistenza domiciliare per Covid scoppiata nelle scorse ore (qui l’articolo di Selvaggia Lucarelli su TPI). Il costo della video visita online è 90 euro mentre il pacchetto di esami diagnostici a domicilio è di 450 euro. All’HuffingtonPost, il San Raffaele precisa che “il servizio di telemedicina dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, è stato implementato ben prima dell’emergenza sanitaria per Covid 19” e che il costo è “inferiore rispetto a una normale visita a pagamento in ospedale”.

Il servizio, spiega l’ospedale, “nasce con l’obiettivo di portare l’ospedale a casa dei pazienti per mantenere la continuità di cura e dare l’opportunità a chi non può spostarsi di chiedere un consulto con gli specialisti dell’Ospedale. In pochi mesi, oltre 20.000 pazienti hanno aderito al servizio che mette a disposizione specialisti per 43 specialità cliniche”.

“Lo scorso ottobre”, prosegue la nota, “la telemedicina è stata estesa anche all’emergenza Covid con un servizio che prevede non solo la video visita, ma anche l’eventuale assistenza diagnostica a domicilio per i pazienti positivi al test Covid-19. In sostanza, con un costo inferiore rispetto a una normale visita a pagamento in ospedale, il paziente può richiedere una video visita con un medico specialista in Covid e in base alla valutazione, se lo ritiene, richiedere al proprio domicilio l’esecuzione degli esami diagnostici: RX torace, esami del sangue, saturazione e successivo teleconsulto per discutere gli esiti. (Il costo della video visita online è 90 euro mentre il pacchetto di esami diagnostici a domicilio è di 450 euro)”.

Il San Raffaele aggiunge che “se le condizioni del paziente necessitano un approfondimento clinico, il paziente viene indirizzato all’ambulatorio paucisintomatici con il Servizio Sanitario Nazionale. Se invece il paziente è ritenuto in condizioni severe si avvisa il servizio 118. Nato come servizio dedicato inizialmente all’attività di solvenza, oggi la telemedicina è in fase di test per quanto riguarda l’integrazione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN)”.

La polemica

I costi del servizio del San Raffaele avevano scatenato le critiche di M5s e Sinistra italiana. Il consigliere regionale M5s, Luigi Piccirillo, aveva attacato: “È una notizia che mi lascia sgomento. Come si fa a non pensare, se fosse esattamente come riportato dai media, che c’è chi si arricchisce col Covid? Ho predisposto un’interrogazione urgente per chiedere ai vertici dell’Assessorato al welfare e alla direzione generale della  sanità lombarda”. Il portavoce di  Sinistra italiana, Nicola Fratoianni ha commentato: “Mentre in Lombardia la sanità pubblica arranca e soffre i tagli di questi anni, i privati speculano sui malati e ingrossano il loro portafogli. Inaccettabile e vergognoso”.

In Lombardia il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni ha dichiarato: “Il pubblico arranca e il privato ingrassa, ma il vero problema è a monte. Il privato risponde a una mancanza inaccettabile, ovvero alle carenze dell’assistenza domiciliare – spiega – Regione Lombardia deve necessariamente potenziare la medicina territoriale, altrimenti la gente si sente abbandonata a casa e i possibili esiti sono due. Chi può permetterselo ricorre al privato, accettando tariffe che a mio giudizio gridano vendetta, e chi non può si presenta nei Pronto soccorso, intasandoli ulteriormente”.

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