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Il reddito di cittadinanza andrà anche a un ex Brigate Rosse

Di Beatrice Tomasini
Pubblicato il 19 Apr. 2019 alle 11:17
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Raimondo Etro

Raimondo Etro, ex brigatista rosso, riceverà il reddito di cittadinanza. La sua domanda è stata accettata dall’Inps, così come raccontato dal 68enne al “Corriere della Sera”: “Prenderò 780 euro, 280 come contributo per l’affitto, il resto per la spesa, potrò prelevare 100 euro al mese, di certo andranno via tutti”.

Etro era stato condannato a 20 anni e 6 mesi per concorso nel sequestro e nell’omicidio di Aldo Moro e per la strage di via Fani dove persero la vita i componenti della scorta del presidente della Democrazia Cristiana.

Inoltre prese anche parte all’omicidio del giudice Riccardo Palma, commesso a Roma il 14 febbraio 1978. Oggi la sua richiesta per ottenere l'”Rdc” è stata accolta: la legge prevede che il reddito di cittadinanza non possa essere dato a chi, negli ultimi dieci anni, ha avuto una pena definitiva per mafia e terrorismo.

Etro, essendo stato condannato più di 20 anni fa, ne ha quindi diritto. “La mia vita l’ho buttata al vento, facendo però pagare il prezzo ad altri che non c’entravano niente” – ha spiegato Etro al quotidiano milanese – Perciò, se ci saranno proteste e il reddito di cittadinanza mi verrà ritirato, pazienza, non mi opporrò”.

L’ex Br ha raccontato di aver fatto domanda il 6 marzo scorso in quanto si troverebbe in una situazione di forte indigenza: “Sto affogando, sono un vero povero e devo riconoscere che, dopo aver detto tante cattiverie contro Di Maio e i Cinque Stelle, il reddito per me è una boccata d’ossigeno”.

Etro ha spiegato che oggi vive vendendo libri su Ebay e che, dopo la separazione nel 2011, vive da solo a via della Pisana in affitto a 850 euro al mese. Inoltre è anche invalido e operato di tumore al rene.

L’ex brigatista ha spiegato che non credeva di vedere accolta la sua domanda: “Invece al Caf mi hanno spiegato che solo chi ha avuto negli ultimi dieci anni una pena definitiva per mafia o terrorismo non può averlo. Infatti ho parlato con Vito, il mio ex compagno di cella a Rebibbia dal 2002 al 2006, lui con il 416bis per camorra: anche Vito ha ricevuto l’sms dall’Inps. Ha avuto il reddito”.

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