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La Raggi ha scritto una lettera ai ministri di Economia e Difesa per far sgomberare Casapound

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La lettera di Raggi al Governo per far sgomberare CasaPound

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha inviato due diverse lettere al ministro della Difesa Lorenzo Guerini e a quello dell’Economia Roberto Gualtieri chiedendo lo sgombero di due occupazioni abusive di CasaPound Italia. Si tratta della sede occupata a fine 2003 di via Napoleone III, nel cuore del quartiere Esquilino, e di una nuova occupazione di un complesso edilizio di Ostia, in via delle Baleniere, gestita da un’associazione spalleggiata da CasaPound Italia.

Al Ministero dell’Economia, proprietario dell’edificio all’Esquilino, la sindaca ha chiesto lumi circa l’iter di sgombero dell’immobile occupato illegalmente da circa 15 anni, palazzo che è di possesso del ministero dell’Economia. Allo stesso modo la prima cittadina ha chiesto di ripristinare la legalità negli immobili di Ostia, di proprietà dell’Areonautica Militare. Qualora venga accertato lo stato di effettivo “bisogno” delle famiglie occupanti, Raggi ha chiesto che queste vengano affidate all’assistenza pubblica.

La prima cittadina di Roma ha domandato anche di ripristinare una situazione di legalità per quanto riguarda gli immobili di Ostia, che sono proprietà dell’Areonatica Militare e quindi legati al ministero della Difesa. Circa un centinaio di persone si sono riuniti a Ostia per un sit-in dimostrativo contro l’occupazione dei locali del ministero della Difesa. “Protestiamo contro una vera e propria sfida allo Stato da parte di Casapound – ha spiegato Fabrizio De Sanctis, presidente dell’Anpi Roma, organizzatore dell’evento – Questi movimenti che si rifanno al fascismo devono essere stroncati. Le persone che hanno bisogno non devono essere strumentalizzate da questi movimenti”. Nello stesso momento, davanti allo stabile in questione, gli occupanti si sono riuniti in presidi. Presente anche il consigliere di Casapound Luca Marsella: “Finiamola con l’antifascismo, sono passati 70 anni. Vogliamo parlare solo dell’emergenza abitativa. Non ci sarà nemmeno una bandiera di Casapound, mai”.

Chi vive nel palazzo occupato da Casapound

Secondo l’indagine della procura, le famiglie che abitano all’interno del palazzo non sono in stato di necessità e alcuni degli occupanti lavorano per enti comunali e regionali, come l’agenzia che si occupa degli eventi culturali Zetema Progetto Cultura. Il palazzo occupato Casapound è anche la sede legale del partito, come risulta dalle dichiarazioni presentate in occasioni delle ultime elezioni europee.

Leggi anche: Casapound, la petizione per sgomberare lo stabile occupato di Roma raggiunge 10mila firme in 24 ore; Roma, nel palazzo occupato da Casapound vivono dipendenti del Comune e della Regione Lazio

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