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Roma, nel palazzo occupato da Casapound vivono dipendenti del Comune e della Regione Lazio

Di Donato De Sena
Pubblicato il 25 Giu. 2019 alle 14:23
Immagine di copertina

Palazzo occupato Casapound | Residenti | Dipendenti Comune Roma | Dipendenti Regione Lazio

PALAZZO OCCUPATO CASAPOUND ROMA – Nel palazzo occupato da Casapound a Roma in via Napoleone III, nel quartiere Esquilino, ci sono dipendenti di Comune e Regione Lazio. È quanto racconta oggi il quotidiano Il Messaggero riportando quanto contenuto negli atti dell’inchiesta sul mancato sgombero dello stabile che è sede del movimento di estrema destra, ed evidenziando che tra gli occupanti dello stabile non ci sono solo famiglie in emergenza abitativa.

Palazzo occupato Casapound | Danno erariale da 4,6 milioni di euro in 16 anni

Agli atti dell’inchiesta dei magistrati contabili ci sono anche reportage fotografici effettuati dalla Guardia Finanza il giorno del sopralluogo all’interno dell’immobile. Sono le immagini di 58 locali, tre magazzini, tre stanze di uso comune e due sale conferenze. E c’è anche un elenco degli occupanti, con una dichiarazione dei redditi annessa, che evitando di pagare l’affitto per 16 anni hanno provocato un danno erariale alle casse pubbliche da 4,6 milioni di euro.

Palazzo occupato Casapound | Residenti dipendenti di Comune di Roma e Regione Lazio

Tra loro c’è anche Gianluca Iannone, uno dei fondatori di Casapound, che è un dipendente della Mag Srl, società di cui la moglie ha il 50 per cento di quote e che – si legge nell’informativa delle Fiamme Gialle – “gestisce l’attività di ristorazione denominata Osteria Angelino dal 1899, in via Capo d’Africa”.

Ma ha residenza nel palazzo occupato dal movimento di estrema destra anche Alberto Palladino, detto ‘Zippo’, che era finito sotto processo per avere aggredito con spranghe e bastoni alcuni militanti del Partito Democratico che stavano affiggendo manifesti in via dei Prati Fiscali.

Inoltre, dalle indagini è emerso che nell’immobile abitano anche il marito di una dipendente della Ragioneria Territoriale dello Stato, un dipendente della Laziocrea spa, società in house della Regione, due dipendenti di Zetema Progetto Cultura, società in house del Comune capitolino, due dipendenti della Cotral, azienda di trasporto pubblico regionale, e una dipendente del Campidoglio.

Lo stabile oggi occupato da Casapound è stato sottratto al Demanio e al Ministero dell’Istruzione, che lo aveva in gestione nel dicembre del 2003. Secondo la Corte dei Conti si sarebbe arrivati a un danno erariale di 4,6 milioni di euro per le casse pubbliche per i canoni d’affitto mai versati.

Palazzo occupato Casapound | Anpi presenta denuncia per chiedere il sequestro

È di oggi intanto la notizia che l’Anpi ha presentato formale denuncia alla procura della Repubblica di Roma contro i movimenti di estrema destra Casapound e Forza Nuova “per i numerosi atti di intimidazione, violenza e apologia di fascismo da queste commessi ripetutamente negli ultimi tempi”. E nella denuncia dell’associazione dei partigiani, si chiede di procedere al “sequestro della sede di Casapound, a Roma, occupata abusivamente”.

“La nostra Associazione – è stato il commento del legale e vicepresidente Emilio Ricci – ha ritenuto urgente avviare un’operazione penale perché non sono più tollerabili la presenza e l’attività criminosa di questi gruppi che si pongono in palese contrasto con la Costituzione della Repubblica e con le leggi vigenti in materia di apologia di fascismo, la Scelba e la Mancino. Auspichiamo che si arrivi il prima possibile a sentenze che consentano alle autorità competenti di sciogliere finalmente CasaPound, Forza Nuova e le altre organizzazioni affini”.

In questi giorni è diventato virale anche un appello per lo sgombero promosso da Insieme in Rete e firmato tra gli altri dalla scrittrice Michela Murgia.