Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

“Quatrani”, a 11 anni dal terremoto a L’Aquila un progetto fotografico racconta gli adolescenti cresciuti nella città proibita

Immagine di copertina
Credit: Danilo Garcia Di Meo

“Quatrani”, a 11 anni dal terremoto de L’Aquila un progetto fotografico racconta gli adolescenti

A 11 anni dal terremoto a L’Aquila un progetto del fotograto Danilo Garcia Di Meo, intitolato “Quatrani”, racconta la vita degli adolescenti cresciuti nel capoluogo abruzzese negli anni della ricostruzione. “Il termine quatrani in dialetto aquilano significa ragazzi”, spiega il fotografo. “Sono trascorsi più di dieci anni dal sisma che colpì L’Aquila e generò sfollati, feriti, morti. I bambini di allora, oggi diciottenni, sono cresciuti in questa “città proibita”, come viene comunemente definita. Di fatto, è una generazione di bambini urbani, cresciuti senza le strutture della città, privi di punto di riferimento e dei luoghi aggreganti che ogni città offre ai suoi figli”.

Danilo Garcia Di Meo è un reporter sociale di Roma. Formatosi all’Accademia di Belle Arti dove si è specializzato in Grafica e Fotografia, lavora come freelance con diverse associazioni per raccontare persone e luoghi spesso dimenticati.

“Questi ragazzi hanno trovato comunque un proprio spazio, la loro relazione è il luogo d’aggregazione, il rapporto che li unisce, nutre un’amicizia solida e profonda, alimentata sia da esperienze condivise, sia dal senso di mancanza e dalla loro indiscutibile resilienza affettiva e sociale”, racconta Garcia Di Meo, che nel suo lavoro ha riportato anche le voci degli adolescenti aquilani.

“Il terremoto è stato una sorta di anno zero. Le persone non dicono più “nel 2006”, dicono prima del terremoto, dopo il terremoto”, racconta uno di loro. “Dicono che l’Aquila era bella, ma come faccio io ad immaginarmela?”, si chiede un altro.

“Il sisma ha mutato la terra, le coscienze e ha forgiato le storie individuali e collettive, di una generazione costretta ad imparare a resistere, cercare e trovare risposte di vita”, scrive l’autore del progetto.

Ecco alcuni dei suoi scatti:

Leggi anche: Esclusivo TPI: Terremoto Centro Italia, vi riveliamo come il governo sta impedendo la ricostruzione

Ti potrebbe interessare
Cronaca / FS Logistix accelera sulla transizione energetica: partita la sperimentazione dell’HVO sulla flotta
Cronaca / Roma: donna trovata morta nell’armadio con un sacco sulla testa. Interrogato il figlio
Cronaca / Tragedia a Reggio Calabria, cric cede durante una riparazione: meccanico 31enne muore schiacciato da un’auto
Ti potrebbe interessare
Cronaca / FS Logistix accelera sulla transizione energetica: partita la sperimentazione dell’HVO sulla flotta
Cronaca / Roma: donna trovata morta nell’armadio con un sacco sulla testa. Interrogato il figlio
Cronaca / Tragedia a Reggio Calabria, cric cede durante una riparazione: meccanico 31enne muore schiacciato da un’auto
Cronaca / Colleferro, maxi-esplosione in una fabbrica che produce armi: il momento della deflagrazione
Cronaca / FS, Trenitalia: nel 2026 consegnati 31 treni del Regionale per circa 370 milioni di euro
Cronaca / Eclissi solare del 12 agosto 2026: dove vedere in Italia, orario, città
Cronaca / RFI, AV/AC Salerno-Reggio Calabria: nuovo traguardo per la realizzazione della nuova linea
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede