Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 16:03
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

“Quatrani”, a 11 anni dal terremoto a L’Aquila un progetto fotografico racconta gli adolescenti cresciuti nella città proibita

Immagine di copertina
Credit: Danilo Garcia Di Meo

“Quatrani”, a 11 anni dal terremoto de L’Aquila un progetto fotografico racconta gli adolescenti

A 11 anni dal terremoto a L’Aquila un progetto del fotograto Danilo Garcia Di Meo, intitolato “Quatrani”, racconta la vita degli adolescenti cresciuti nel capoluogo abruzzese negli anni della ricostruzione. “Il termine quatrani in dialetto aquilano significa ragazzi”, spiega il fotografo. “Sono trascorsi più di dieci anni dal sisma che colpì L’Aquila e generò sfollati, feriti, morti. I bambini di allora, oggi diciottenni, sono cresciuti in questa “città proibita”, come viene comunemente definita. Di fatto, è una generazione di bambini urbani, cresciuti senza le strutture della città, privi di punto di riferimento e dei luoghi aggreganti che ogni città offre ai suoi figli”.

Danilo Garcia Di Meo è un reporter sociale di Roma. Formatosi all’Accademia di Belle Arti dove si è specializzato in Grafica e Fotografia, lavora come freelance con diverse associazioni per raccontare persone e luoghi spesso dimenticati.

“Questi ragazzi hanno trovato comunque un proprio spazio, la loro relazione è il luogo d’aggregazione, il rapporto che li unisce, nutre un’amicizia solida e profonda, alimentata sia da esperienze condivise, sia dal senso di mancanza e dalla loro indiscutibile resilienza affettiva e sociale”, racconta Garcia Di Meo, che nel suo lavoro ha riportato anche le voci degli adolescenti aquilani.

“Il terremoto è stato una sorta di anno zero. Le persone non dicono più “nel 2006”, dicono prima del terremoto, dopo il terremoto”, racconta uno di loro. “Dicono che l’Aquila era bella, ma come faccio io ad immaginarmela?”, si chiede un altro.

“Il sisma ha mutato la terra, le coscienze e ha forgiato le storie individuali e collettive, di una generazione costretta ad imparare a resistere, cercare e trovare risposte di vita”, scrive l’autore del progetto.

Ecco alcuni dei suoi scatti:

Leggi anche: Esclusivo TPI: Terremoto Centro Italia, vi riveliamo come il governo sta impedendo la ricostruzione

Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Ti potrebbe interessare
Ambiente / Un assaggio del mondo al contrario (di Antonio Barone)
Cronaca / Travaglio sul tentato suicidio della mamma di Sempio: “Cercano un altro morto, vermi”
Cronaca / Angela Taccia sul tentato suicidio della madre di Sempio: "Andrea è arrabbiato"
Cronaca / Il sociologo vicino a Orbán tra le tracce della maturità
Cronaca / L’Italia invecchia e non fa figli: a rischio lavoro, welfare e pensioni. Ma la ministra Roccella: “Ora rimediamo”
Cronaca / Smart working e calo delle assunzioni: il costo invisibile per i giovani
Cronaca / Garlasco, la mamma di Andrea Sempio ricoverata d’urgenza in ospedale: “Overdose da farmaci”
Cronaca / Sorelle scomparse in Abruzzo: "Alisya e Sarah Di Giacinto sono con un adulto"
Cronaca / “L’IA non è responsabile, lo siamo noi”: il Business Ethics Summit riunisce 70 leader per riportare l’umano al centro dell'era digitale
Cronaca / Fs Italiane: al via corse prova sulla linea AV/AC Brescia Est-Verona