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“Violenza sessuale su una minorenne”: l’accusa nei confronti di Piero Longo, legale di Berlusconi

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 5 Nov. 2020 alle 11:21 Aggiornato il 5 Nov. 2020 alle 11:43
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Immagine di copertina
Credits: Ansa / Alessandro Di Meo

Piero Longo, legale di Berlusconi, è accusato di violenza sessuale su una minorenne

Piero Longo, ex senatore di Forza Italia e legale di Silvio Berlusconi in vari processi, è accusato di violenza sessuale su una minorenne. I fatti sarebbero avvenuti circa 15 anni fa e la ragazza in questione, oggi 31enne, è la figlia dell’ex compagna dell’avvocato. Ad aprire il fascicolo la Procura di Padova, che ha avviato le indagini dopo che, a inizio ottobre, Longo – 76 anni – è stato aggredito con calci e pugni sotto casa sua. Inizialmente, dunque, l’inchiesta andava tutta da un’altra parte: poi, dopo aver sentito le persone coinvolte nell’aggressione, si sono aperti due filoni diversi. Uno per violenza privata aggravata e rapina (Longo aveva con sé una pistola regolarmente detenuta, ma è stato disarmato) e uno per violenza sessuale su una minorenne.

Ma andiamo con ordine: il primo ottobre la figlia dell’ex compagna di Longo si è presentata sotto casa dell’avvocato insieme a due amici, una commercialista e il suo compagno maestro di sci. Dopo un paio di squilli al campanello, l’avvocato è sceso sotto casa con la sua pistola. Dopo una breve conversazione, con la commercialista che gli ha indicato – a testimoniarlo un video ottenuto dagli investigatori – l’amica fuori di casa, è partita la colluttazione: Longo è stato colpito con un calcio, poi con un pugno alla testa. Alla fine – dopo che sono partiti anche due colpi di pistola, finiti per fortuna in aria) i tre ragazzi sono andati via – la figlia dell’ex compagna ha assistito soltanto, non è intervenuta) – e poi hanno chiamato la polizia per raccontare quel che è successo. Mentre Longo è finito al Pronto soccorso con il volto tumefatto e 20 giorni di prognosi.

Solo davanti alla polizia si è scoperto che l’aggressione è partita da una confidenza che la 31enne ha fatto ai due amici, secondo cui Longo ha violentato la ragazza quando questa era solo un’adolescente e aveva circa 16 anni. La cosa curiosa di tutta la vicenda è che la 31enne, davanti agli inquirenti, ha deciso di non parlare se non per dire che Longo, per lei, “è stato come un papà”. La giovane, iscritta alla scuola di notariato, ha anche raccontato agli amici che l’avvocato, con il quale aveva avuto in passato uno stretto legame, da qualche tempo ha deciso di troncare ogni rapporto con lei impedendole qualsiasi contatto. Dalla bocca della ragazza, però, non è partita alcuna accusa nei confronti dell’avvocato. “Non posso dire nulla – ha dichiarato il pm di Padova, Roberto D’Angelo – ma per l’aggressione l’avvocato Longo risulta persona offesa”.

Sull’accusa nei confronti di Longo, adesso, potrebbe gravare la prescrizione del reato, anche se al momento gli inquirenti sembrano escluderla. Nel frattempo, procederanno le indagini. Mentre per quanto riguarda il primo filone dell’inchiesta (quello sull’aggressione) sono indagati tutti e tre i protagonisti. La coppia di fidanzati ha ottenuto dal gip l’obbligo di dimora a Padova con l’espresso divieto di avvicinamento alla casa di Longo, oltre al divieto di uscire da casa dalle 22 alle 7. La ragazza che avrebbe subito la violenza sessuale da Longo, invece, è indagata a piede libero.

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