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Home » Cronaca

Pedopornografia, arrestati una professoressa e un importante giornalista

Immagine di copertina
Credit: Unsplash

Lei insegna in un liceo di Treviso, lui è l'ex vicedirettore di un tg nazionale, poi capo della comunicazione per un'importante partecipata pubblica. Si scambiavano foto e video di minori nudi, tra cui la figlia e i nipotini della donna. La donna è accusata anche di violenza sessuale su minori

Una donna di 52 anni e il suo compagno, 48, sono stati arrestati rispettivamente a Treviso e a Roma con l’accusa di scambiarsi materiale pedopornografico, tra cui foto e video della figlia e dei nipoti della donna. Quest’ultima è accusata di aver anche commesso violenze sessuali nei confronti dei nipoti, che hanno 5 e 8 anni.

Lei fa l’insegnante in un liceo di Treviso. Lui – sposato con due figli – vive a Roma: è un giornalista, ex vicedirettore di un telegiornale nazionale, poi responsabile della comunicazione in un’importante società energetica a partecipazione statale e adesso in una società privata.

Entrambi sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale della Capitale. I reati ipotizzati nei loro confronti sono scambio, detenzione e accesso a materiale pedopornografico, mentre alla donna è contestata anche la violenza sessuale nei confronti di minori. I loro nomi non possono essere resi noti a tutela dell’identità dei minorenni coinvolti.

Il fascicolo d’inchiesta potrebbe essere trasmesso alla Procura di Venezia, competente per i reati distrettuali: lo spostamento sarebbe motivato dal luogo dove si sarebbero consumati i reati.

Le indagini sono partite nel settembre scorso dopo la denuncia presentata dall’ex compagno della professoressa. I due hanno una figlia, oggi sedicenne. Secondo quanto riferito dall’uomo, la ragazza gli avrebbe confidato che, mentre si trovava a Treviso a casa della madre, avrebbe trovato nella memoria di un computer di proprietà di quest’ultima una chat intercorsa tra lei e un altro uomo, con il quale la donna ha una relazione, in cui venivano scambiati foto e messaggi a sfondo sessuale ritraenti minori, tra cui quelle della stessa figlia e dei suoi due cuginetti di 5 e 8 anni.

In questi sei mesi gli inquirenti hanno raccolto diversi elementi, tra cui l’audizione protetta della sedicenne, alcune testimonianze e una consistente mole di materiale informatico sequestrato nel corso di perquisizioni eseguite tra Treviso e Roma nelle abitazioni degli indagati.

L’analisi di telefonini, pc portatili, tablet e altri dispositivi ha permesso di risalire a una grande quantità di foto e video dal contenuto sessualmente esplicito e a chat con commenti alle foto ritraenti i minori nelle zone intime del corpo. Secondo quanto emerso, gli scambia andavano avanti da nove anni. Alcuni messaggi fanno ipotizzare che i nipoti della donna indagata siano stati costretti a subire attenzioni di natura sessuale dalla zia, videoregistrate e poi commentate con l’uomo indagato.

Sul telefono di quest’ultimo, inoltre, sono emersi contatti con soggetti stranieri con scambio di foto attraverso diversi canali di pedopornografia su Telegram.

Durante l’interrogatorio di garanzia, l’insegnante ha dichiarato la propria estraneità ai fatti più gravi, negando di aver commesso abusi.

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